SCHEDE DI VALUTAZIONE E NUOVE ISCRIZIONI: LE DELIBERE DEI COLLEGI DEVONO ELIMINARE LA LEGGE MORATTI
Dopo la nota ministeriale di dieci giorni fa sulle schede di valutazione, in
cui il ministro smentisce anche se stesso ( la nota di gabinetto n.7265 del 31/08
affermava infatti che “soccorrono fondate ragioni per suggerire di soprassedere
dall’applicazione delle modalità di valutazione introdotte dal portfolio e di
avvalersi dei modelli valutativi di cui al previgente ordinamento”.) è chiaro
che ogni piccolo e grande passo per eliminare ogni dispositivo della legge Moratti
nella scuola primaria deve essere fatto innanzi tutto dal basso.
È importante quindi che i Collegi dei docenti, chiamati a deliberare sulle schede di valutazione, diano un segnale chiaro per superare definitivamente quei modelli (a volte ministeriali, a volte frutto di compromessi più o meno onorevoli) che sono nati “dalle modalità di valutazione nate dal portfolio”. Inoltre, a un mese dalle iscrizioni alla prima classe, i collegi devono vigilare ed indirizzare le istituzioni scolastiche verso la definitiva cancellazione dello spezzatino orario. Ma andiamo con ordine.
1- SCHEDE DI VALUTAZIONE
L’unica maniera di sciogliere la contraddizione tra la citata nota del 31 agosto e la più recente
nota ministeriale
(in cui, dopo aver lasciato piena autonomia alle scuole, si fa
riferimento alla valutazione delle ore opzionali e del comportamento), è quella
di deliberare schede di valutazione fondate sul modello ministeriale preesistente
alla legge 53 e al decreto 59/2004.
Le eventuali obiezioni di dirigenti che invocassero il rispetto della
nota più recente in merito alla valutazione degli apprendimenti (“ivi
compresi gli insegnamenti e le attività facoltativo-opzionali e del
comportamento degli alunni") possono essere tranquillamente confutate:
è la scuola e il suo pof che definisce il modello orario e la sua
unitarietà, quindi se le ore opzionali non ci sono, o sono una pure
finzione formale (come in moltissimi casi), non possono essere
valutate.
Riguardo al comportamento (tralasciando ogni considerazione di merito
su un’arma impropria che è stata distribuita ai peggiori di noi) vale
la pena di ricordare ai dirigenti notai, o “resistenti al contrario”,
che molte scuole (tra cui il 90% delle bolognesi) non avevano già
l’anno passato inserito la valutazione sintetica del comportamento,
rimettendo al quadro analitico conclusivo della scheda ogni
considerazione sulla partecipazione scolastica.
Tornando, in questo “anno ponte”, al modello ministeriale preesistente
alla riforma, si possono raggiungere due obiettivi entrambi importanti:
- in primo luogo si delegittima lo spezzatino orario, eliminando la
valutazione delle ore opzionali. Questo vale per tutti, anche per
quelle scuole, come la maggior parte di quelle bolognesi, che, pur non
avendo introdotto il giudizio sintetico di comportamento, nella scheda
di valutazione avevano introdotto la casella delle ore opzionali per
poi… lasciarla in bianco!
- in secondo luogo, adottando in maniera massiccia la vecchia scheda
ministeriale si dà un segnale in controtendenza rispetto alla
inqualificabile pratica delle schede fai da te, vera e propria
caricatura dell’autonomia e della libertà dell’insegnamento.
Per agevolare la maggiore uniformità possibile a livello nazionale, nonché per
superare eventuali resistenze/scuse/pretesti (dove andiamo a recuperare il modello? è già troppo tardi...; non è che poi costa di più?....) ci
impegniamo a mettere presto in rete il file del modello preesistente al decreto
59/04; più Collegi lo adotteranno e più il segnale sarà chiaro.
2 – NUOVE ISCRIZIONI
L’unica maniera per cancellare da subito lo spezzatino orario è quello di
predisporre una modulistica di iscrizione basata sulla scelta tra due modelli
orari unitari: quello a modulo (con le relative ore di compresenza) e
quello a tempo pieno.
Non basta dire “40 ore”: occorre specificare che si tratta 40 ore di
tempo scuola delle alunne e alunni, con la compresenza di quattro ore
degli insegnanti titolari.
E’ veramente incredibile che dopo le ripetute dichiarazioni formali
pubbliche sul superamento dello spezzatino orario fatte sia dal
ministro che dalla viceministra Bastico (quest’ultima anche di fronte a
grandi platee di docenti), non abbiamo ancora garanzie sul ripristino
di modelli orari unitari. Anzi, nella citata ultima nota ministeriale
sulla scheda di valutazione si dà un messaggio addirittura opposto!
È chiaro che i Collegi, anche in materia di iscrizioni, devono farsi sentire,
in maniera forte e chiara, senza aspettare regali (o chiacchiere) dall’alto.
È evidente che il lavoro nei Collegi, in particolare sulla questione delle iscrizioni,
dovrà essere sostenuto dalla vigilanza e dalla mobilitazione dei genitori, che
dovranno pretendere la risposta adeguata ad una richiesta di tempo scuola rispondente
a un modello pedagogico e didattico e non semplicemente (e morattianamente) alla
copertura oraria dei bisogni, pur legittimi, delle famiglie.
E
facciamo attenzione, non basta avere soddisfazione al momento delle
iscrizioni, ma pretendere un’adeguata politica di assegnazioni degli
organici.
In conclusione, care colleghe e cari genitori, anche quando non devono spendere
una lira, non ci regalano niente.
È meglio darsi da fare comunque in prima persona,
indipendentemente dal colore della tappezzeria degli uffici di Viale Trastevere.
Bologna, 26 novembre 2006
Mirco Pieralisi e Giovanni Cocchi

