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Chi ha perso è la scuola della Costituzione

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di Marco Donati

Chi ha perso è la scuola della Costituzione

Sarà che non sono un lavoratore della scuola, ma la discussione sulle elezioni RSU non mi appassiona affatto, anzi aggiunge, se possibile, un po' di depressione a una situazione già di per sé difficile.
In queste settimane di finanziaria ho assistito a un silenzio assordante della scuola pubblica, molto impegnata nel rinnovo delle rappresentanze sindacali e poco attenta alla sostanza delle cose che nelle scuole succedono, anzi, non succedono.

Per quanto mi riguarda ho smesso di giocare a chi ce l'ha più lungo molti, molti anni fa.
Nella scuola sta passando da tempo una privatizzazione molto più preoccupante di quella morattiana, praticata quotidianamente da migliaia di docenti che si chiudono nella LORO classe cercando di vivere alla giornata, che sembrano trascinarsi alla pensione ripetendo il rito della lezione frontale, della valutazione, dell'attribuzione di debiti senza un progetto per colmarli, senza relazioni nè con gli adulti nè, tantomeno, con i ragazzi e le ragazze.
Ho visto manifestazioni indette dalla FLC in modo così frammentario (l'università un giorno, i precari un'altro, le superiori un altro ancora, gli ata il giorno successivo) che ci mancava solo che dividessero i biondi dai bruni. Ho letto che la Gilda si fa vanto di rappresentare solo i docenti. Altri per complemento si buttano sugli ATA, brandendo i mansionari.

Chi ha vinto e chi ha perso poco importa per i ragazzi e le ragazze, i bambini e le bambine che ritroveranno la scuola della Moratti intatta nei suoi peggiori contenuti ideologici e culturali.
Non vedo slancio e energia per fare una buona scuola, per prendersi coraggiosamente la responsabilità di cambiare, cominciando dal proprio quotidiano, una scuola stanca e ripiegata su se stessa, che non crede più nella sua funzione, che non riesce a trarre piacere dalla relazione con le giovani generazioni, e che di conseguenza non riesce a trasmettere piacere e voglia di essere lì in quel luogo, insieme.

Non è questo il patrimonio lasciato dal movimento che per quattro anni ha difeso la scuola di tutti e di tutte che ha parlato di diritti e di bene comune.
Chi ha vinto e chi ha perso ora cosa ha intenzione di fare per garantire a tutti e tutte le stesse opportunità a prescindere delle condizioni economiche e culturali di partenza?

E se rileggessimo Don Milani?

Milano, 25 dicembre 2006

Marco Donati

Last modified 2006-12-27 00:43
 

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