Forum Europeo dell’Educazione 2005 - Appunti di viaggio
Forum Europeo dell’Educazione (Bergen, 20-22 maggio 2005)
Questo documento contiene il resoconto della partecipazione di due genitori del movimento italiano in difesa delle scuola pubblica all’European Educational Forum che si è tenuto a Bergen in maggio 2005, a cui l’Assembela Nazionale del movimento aveva precedentemente aderito figurando tra i firmatari dell’appello.
Il racconto della nostra esperienza di osservatori e promotori di gruppi di discussione necessità di una breve ricostruzione storica dei principi ispiratori dell’EEF indispensabile per inquadrare il contesto di riferimento e gli obiettivi che accomunano tutte le organizzazione europee che hanno contribuito al successo dell’evento.
1. Ricostruzione storica EEF
Il primo evento ebbe luogo a Berlino nel settembre 2003 in concomitanza con la riunione dei Ministri dell’Istruzione aderenti al Processo di Bologna, l’appuntamento successivo fu stabilito a Bergen nel maggio del 2005 sempre in coincidenza dell’assemblea dei Ministri, quest’anno presenti 39 su 45 paesi firmatari dell’accordo.
Nel febbraio 2005 a Barcellona si costituì il gruppo di mobilitazione per l’EEF 2005 con lo scopo di coinvolgere tutti i soggetti impegnati nella lotta contro le riforme dei sistemi scolastici in Europa, invitandoli a partecipare e proporre lavori nell’ambito dell’evento.
Il documento di presentazione del Forum prende in considerazione lo scenario internazionale ed evidenzia principi ispiratori delle riforme scolastiche.
I partecipanti al Forum sono riuniti sotto uno stesso slogan :” L’istruzione è un diritto, non una merce!”.
L’istruzione è minacciata da una serie di indicazioni e interventi normativi a livello europeo che mirano a privatizzare la scuola pubblica, tra cui ricordiamo:
- il trattato GATS ( Accordo Generale per la Privatizzazione dei Servizi) dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WCO)
- il trattato sulla nuova Costituzione Europea
- la Direttiva Bolkenstein
Ai partecipanti del Processo di Bologna, iniziato nel 1998, che hanno stabilito i principi guida delle riforme con lo scopo di “incrementare la competitività nel sistema educativo europeo” l’EEF ha mosso le seguenti critiche:
- Il processo di elaborazione ed implementazione delle riforme in Europa non ha preso in considerazione la partecipazione della comunità scolastica e della società, tuttavia ha dato grande attenzione alle indicazioni del WCO
- Lo scopo delle riforme è di subordinare la scuola nei suoi contenuti, strutture, metodi e finalità alle necessità del mercato dando quindi priorità alla logica del massimo profitto contro la funzione sociale del sapere.
- Ammette solo due percorsi formativi a doppio canale che consentiranno l’accesso agli studi universitari ad un’elite ristretta, mentre gli altri avranno la sola ed unica possibilità di accedere al mondo del lavoro.
- Introduce una valutazione basata sulla reale profittabilità dello studente in funzione del mercato, creando cosi un’omogeneizzazione a scapito delle minoranze etnico-culturali considerate una spesa eccessiva per il sistema scolastico finalizzato alle esigenze del mercato.
L’istruzione a tutti i livelli è un diritto, non un privilegio, rifiutiamo la concezione di servizio economico di interesse generale e la definizione dello studente come cliente non fruitore.
2. Partecipazione EEF: organizzazioni e movimenti europei
- For velferdsstaten (Campaign for the Welfare State, Norway),
- NTL-forening 116-15 (Høgskolen i Bergen, Norway)
- Sosialistisk Ungdom (Norway)
- Hordaland Sosialistisk Ungdom (Norway)
- AGIR - organizaçom estudantl da esquerda independentista
- APIF - UCM (Asociación de Personal Investigador en Formación de la Universidad Complutense de Madrid) - Spain
- Norsk Målungdom (Norway)
- AStA Uni Bremen (Germany)
- ATTAC Norge (Norway)
- NSU Bergen (Norway)
- Fesal - fédération européenne du syndicalisme alternatif Education - France (France)
- DGB-Jugend (Germany)
- Bundesverband von ['solid] (Germany)
- IG Metall Jugend Berlin, Brandenburg, Sachsen (Germany)
- GEW LASS NRW (Germany)
- University College Dublin Students Union (Ireland)
- Organizing Committee of CASA (International)
- ALi- Alternative Liste Uni Bielefeld (Germany)
- Studentutvalget ved Historisk-filosofisk fakultet (HFSU) ved Universitetet i Bergen (Norway)
- AG-Studierende bei ver.di Berlin Brandenburg (Germany)
- LSV Saarland (Germany)
- Utdanningsforbundet Hordaland (Norway)
- Liste "Das Bündnis", Bergische Universität Wuppertal (Germany)
- AStA der BU Wuppertal (Germany)
- Rød Front (Oslo, Norge)
- Studierendenparlament der Universität Kassel (Germany)
- Bergen Religionskritiske Studentforening (BRS), (Norway)
- "Landesausschuss der Studentinnen und Studenten in der GEW Berlin" (Germany)
- Network "Bildung ist keine Ware", Bremen (Germany)
- AStA Uni Düsseldorf (Germany)
- Norsk Tjenestemannslags Studentfagutvalg (Norway)
- Attac i Bergen og Hordaland (Bergen, Norway)
- LandesschülerInnenvertretung Rheinland-Pfalz (Germany)
- CEPC - Coordinadora d'Estudiants dels Països Catalans (Catalan Countries)
- AStA der Universität Kassel (Germany)
- l'Associació d'Estudiants Progressistes (AEP)
- Italian National Assembly of Movements for School as a Public Service
- LandesschülerInnenvertretung NRW (Germany)
- Socialist Youth ['solid] - Section Baden-Württemeberg
- Radical and Socialist Students Organization - Rosso (Norway)
- Emancipation Intersyndicale (France)
- Bhutan NAtional Students Organization (Nepal)
- SISA / FESAL-E (Switzerland)
- scudag (Germany)
- L'Altrascuola Unicobas (Italia)
3. Partecipazione italiana EEF: organizzazioni e movimenti
GRUPPI DI DISCUSSIONE
Titolo: “The Italian reform of the Educational system: debates and forms of mobilization”.
“La riforma della scuol Italiana: dibattiti e forme di mobilitazione”
Organizzazione: Angelo Verpelli, Italy (Movimento italiano in difesa della scuola pubblica)
Intervento: articolo sulla situazione del sistema scolastico in Italia
Partecipanti: Plataforma Mobilitzadora en Defensa de la Universitat Publica (Spagna), Associaciò d’Estudiants Progressistes (Spagna), Die Jungendzeitschrift – Lotta Giovanile (Germania)
Titolo: “Labour in the globalization era: more flexibility, less rights”.
“Il lavoro nell’era della globalizzazione: più flessibilità, meno diritti”
Organizzazione: Monica Bacis, Italy (Movimento italiano in difesa della scuola pubblica)
Intervento: articolo sulla situazione del precariato in Italia
Partecipanti: Voice International (Inghilterra), Sud Education (Francia), Die Jungendzeitschrift – Lotta Giovanile (Germania), EEF (Norvegia)
LABORATORI
Titolo: “Insieme in Europa per la cultura / Together in Europe for education”
Is it possible for student and teachers to continue with determination and enthusiasm the establishment of a new alternative union, which faces the future and proposes common actions?
Organizzazione: L’Altrascuola Unicobas, Italy, CGT, Spain, Sud education, France, SISA, Switzerland, Fesal – E (Federazione europea del sindacalismo alternativo dell’educazione)
4. Situazione dell’educazione in Europa
Il Forum Europeo dell’Educazione si è aperto con l’Assemblea Plenaria di presentazione dell’EEF come momento di discussione e confronto a livello europeo sulla tematica specifica delle riforme dei sistemi scolastici nazionali, organizzato dagli studenti universitari norvegesi.
La partecipazione al Forum è aperta a tutti coloro che sono attivamente impegnati nella lotta contro le riforme dell’istruzione, indipendentemente dall’appartenenza a qualsiasi organizzazione o credo politico: l’EEF si dissocia da qualsiasi forma di razzismo, violenza e discriminazione ideologica.
Durante l’assemblea sono stati descritti gli orientamenti e le condizioni attuali dei vari sistemi scolastici in Europa ed è emerso che gli stati europei (dentro e fuori dall’Unione Europea) si stanno muovendo tutti nella stessa direzione praticando una politica neo-liberista che vuole la privatizzazione del sapere, alla stregua di qualsiasi altro prodotto del mercato. Sovrapponendo l’ossatura delle varie riforme nazionali, si evidenziano le seguenti simmetrie:
o Le valutazioni nazionali sotto forma di test
o Il doppio canale per le scuole secondarie
o Il portfolio delle competenze
o La privatizzazione dei servizi scolastici
o La precarizzazione dei docenti
o La riforma dell’istruzione universitaria per adeguarla ad un unico modello europeo
L’obiettivo è evidente: creare uno “standard europeo” - nell’articolazione del percorso, nei contenuti e negli obiettivi – che favorisca gli spostamenti sul territorio europeo di studenti e lavoratori al fine della produzione e quindi del profitto delle imprese, sacrificando le culture nazionali, specialmente nell’area dell’istruzione superiore. Si prefigura un’Europa che adotterà programmi educativi e sistemi di valutazione comuni e che lascerà alla competenza dei governi nazionali la sola gestione logistica e delle risorse umane nella scuola, fortemente vincolati a specifiche scelte didattiche e culturali che siano comuni a tutti i paesi aderenti al Processo di Bologna.
In alcuni paesi europei, l’avvio delle riforme in senso neo-liberista, hanno già prodotto i loro effetti devastanti. In Inghilterra le scuole pubbliche sono in edifici di proprietà di imprese private che forniscono anche i servizi logistici, in Norvegia le famiglie della scuola primaria pagano le attività extrascolastiche (l’equivalente dei nostri laboratori), In Francia la scuola è sempre più privatizzata con largo impiego dei precari, in Spagna Zapatero ha si bloccato la riforma delle primarie e destinato il 6% del PIL alla scuola, ma ha pure avallato la riforma delle superiori a “doppio canale”.
In sostanza tutte le riforme della scuola in corso in Europa, dalla primaria all’università, sono complementari tra loro ed in funzione dell’obiettivo di rendere l’Europa il mercato più competitivo del mondo basato sulla conoscenza entro l’anno 2010.
In realtà il disegno d’insieme ci mostra una proiezione di società, entro il 2010, molto conforme ai modelli ispirati dalla globalizzazione con particolare riferimento agli accordi del WCO.
La conclusione di questo confronto è stata quella di impegnarsi nella lotta creando un network europeo che tenga costantemente aggiornati sulle iniziative in atto nei vari paesi, che co-ordini giornate comuni di protesta, che convogli informazioni in un forum mediatico e che ogni singola organizzazione od individuo si impegni nella società per creare un fronte unico di protesta.
L’EEF si riconferma come uno spazio di confronto e discussione sulle tematiche dell’educazione, libera e democratica, senza assumersi il ruolo di organizzazione europea rappresentativa di sigle. I soggetti aderenti all’EEF possono tuttavia concordare e realizzare azioni comuni di mobilitazione in Europa.
5. I test
La prima riunione operativa dell’EEF ha riguardato l’utilizzo dei test come sistema di valutazione nazionale. Tutti i presenti hanno manifestato una forte opposizione a questo sistema di rilevazione degli apprendimenti in quanto considerata superficiale perché rileva solo parzialmente il livello di apprendimento dell’alunno.
E’ stato evidenziato che il maggior pericolo per la didattica è che i docenti si “appiattiscano” sulle domande dei test e conseguentemente adottino un programma didattico che è funzionale solo alle prove. Nel merito vi sono stati interventi autorevoli da parte di docenti di pedagogia tedeschi e danesi, di due consulenti del Ministero dell’istruzione britannico, delle associazioni studentesche norvegesi, dei francesi di Sud Education e di noi italiani, giusto per citarne alcuni, ma il dibattito ha mostrato una situazione pressoché comune a tutta l’Europa.
Oltre ai danni rispetto alla didattica, è emerso un particolare molto preoccupante che riguarda la creazione di una classifica di scuole: nei paesi dove le graduatorie delle scuole sono state rese pubbliche, Inghilterra in testa, si è assistito ad un fenomeno di migrazione dalle scuole meno buone a quelle meglio quotate. Ma non solo. Il valore delle case è incrementato dalla vicinanza ad un Istituto Scolastico che si è posizionato bene in classifica, invero chi abita vicino ad una scuola mediocre o non buona vede diminuire il valore del suo immobile.
Abbiamo anche scoperto che i risultati dei test PISA sono stati resi pubblici in tutti i paesi tranne che l’Italia.
La protesta contro l’adozione dei test nella scuola, contrariamente a quanto ci vuole far credere in nostro governo, è diffusa in tutta Europa.
In Norvegia i test sono stati boicottati dagli studenti delle scuole superiori: circa il 40% dei “somministrati” ha consegnato il modulo in bianco oppure con lo scarabocchio della faccia del Ministro dell’Istruzione Norvegese; in Inghilterra hanno bloccato i test alle primarie, in Italia la protesta si è fatta sentire a vari livelli.
In conclusione tutti i partecipanti hanno concordato sull’inutilità dei test a risposta chiusa, della standardizzazione delle prove e hanno voluto riaffermare una valutazione dell’alunno basata su un sistema relazionale, flessibile ed attento alle reali capacità di ogni singolo alunno.
A tale scopo sono state create due mailing list per dar vita ad un movimento di opposizione europeo ai test: una dedicata al primo ciclo scolastico (primaria e secondaria) e una all’istruzione universitaria.
6. Evento protesta sotto palazzo ministri
Alle 13 di venerdi 20 maggio, dopo l’Assemblea plenaria, tutti i partecipanti all’EEF si sono spostati sotto l’albergo dove si stavano concludendo i lavori della riunione dei Ministri dell’Istruzione Europei.
E’ stata organizzato una manifestazione dal carattere assolutamente pacifico, la polizia era presente con poche unità disarmate, si è svolta con l’esposizione di striscioni e cartelli in tutte le lingue “L’educazione non è in vendita” con la possibilità di parlare a tutti coloro che lo desideravano.
Gli abitanti di Bergen, ed anche la polizia, hanno assunto un atteggiamento di simpatia nei confronti dei manifestanti, era addirittura possibile recarsi proprio sulla porta dell’albergo e scattare delle foto, alcune le alleghiamo. L’evento in piazza si è concluso con l’esibizione canora di due studentesse. Dopo circa due ore la manifestazione rientrava all’università dove riprendevano i lavori del forum.
7. Obiettivi EEF
- Costruire un network di attivisti che si oppongano al GATS e al Processo di Bologna
- Creare mailing list tematiche volontarie:
o Lista dedicata ai test nell’istruzione universitaria
o Lista sui test nelle primaria e secondarie
o University Watch
o News letter EEF
o Lista attivisti
o Osservatorio europeo sulle riforme scolastiche
- riunione organizzativa prossimo EEF (Roma 14 gennaio)
- candidati a ospitare EEF 2007: Barcellona, Grenoble, Bellinzona



