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RASSEGNARSI ALLA FINE DELLA SCUOLA IN OCCIDENTE?

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di Luigi Ambrosi

RASSEGNARSI ALLA FINE DELLA SCUOLA IN OCCIDENTE?

La sensazione è di un conato di un vomito che va oltre la testa del Ministro Fioroni e del suo staff, dello stesso presidente del Consiglio che saremo prossimamente chiamati a difendere dagli attacchi della "destra"; è un conato che scivola sulle teste di tutte le classi dirigenti occidentali, destra e sinistra istituzionali sono tragicamente poco significanti.

Le merci occidentali sono per la gran parte fuori mercato, quelle statiunitensi si reggono ancora per poco sulla "forza", quelle europee devono tagliare sui costi, se mai sarà sufficiente. E tra i costi, frutto delle lotte di due secoli di classe operaia, c'è la scuola, la sanità, l'assistenza sociale e previdenziale.Contemporaneamente, una parte sempre più consistente dei capitali si sposta alla ricerca del PROFITTO ad oriente, ieri da Roma a Costantinopoli oggi da New York e Berlino a Pechino. La scuola eredita abbandono e macerie, ha perso ogni funzione di utilità, non è più coneveniente. Produrre forza lavoro qualificata? Costa meno altrove e da altrove: Siano sfruttati gli ingenieri informatici prodotti da cuba, romania e india, fin che si può. Siano abbandonate le nuove generazioni occidentali, costano troppo. In questo quadro a che serve la scuola e a chi? A differenza di altri sistemi sociali, potevano essere valorizzate le immigrazioni, e quindi la presenza di culture diverse per produrre un plusvalore di ricchezza di conoscenze ma è prevalso l'uso politico e provinciale della contrapposizione ed emarginazione della diversità per dare stampelle al proprio potere politico ed alle proprie identità. La scuola non ne è stata immune, quando ha manifestato una buona volontà di convivenza è poi stata sommersa dal potere politico. Nelle scuole sembra di vivere un addio, chi ha tirato finora va in pensione o è stato bombardato da mille agenti demotivanti, ogni scuola perde la sua memoria storica, io dico l'anima.

Non si riesce a far sopravvivere alcunchè dell'eredità didattica generazionale degli anni sessanta, ma nemmeno di una qualsiasi eredità didattica: metodo globale, Dyenes e multibase, tempo pieno e Don Milani, per la scuola primaria diventano più arabo dell'arabo. E' un tracollo culturale verticale che trascina ogni ordine di scuola, pari a quello che sta trascinando i nostri alunni. Un prezzo che la scuola pagherà per decenni.Possiamo forse solo conservare un pò di ottimismo sperando che si rifonderanno da zero ogni ordine di conoscenze, ma odoro che stiamo mentendo a noi stessi. Posso riconoscere che l'assunzione in ruolo dei precari potrà stabilizzare gli organici e quindi essere una più solida base per ricostruire le fondamenta del patromonio didattico-culturale, ma vi sono troppi segnali contrari. Innanzitutto la scelta di annientare ciò che rimaneva della parte viva dei docenti nelle scuole, nessun segno di discontinuità, nessuna risorsa finanziaria, nessun investimento ma tagli e tagli. Rompere con "noi", quel tradizionale 10-15 % di insegnanti tradizionalmente disponibili e attivi nelle scuole, da sempre destinati al volontariato per tenere in piedi una istituzione che in piedi VIVA non sarebbe mai stata, vuol dire suicidarsi (scusate la presunzione collettiva). Tagli appesantiti da fondi destinati alla scuola privata, da fondi destinati alle missioni di guerra.Insomma da altre scelte; non è che non ci sarebbero le risorse, si sceglie di utilizzarle diversamente. L'estate scorsa associavo le affermazioni della Bastico sulle Indicazioni Nazionali alle scelte di D'Alema sull' Afghanistan; non mi sembra che sia cambiato alcunchè, il mestiere di traditori del popolo lo continuano a fare bene, con la grande stupidità che li ha sempre contraddistinti; portano il popolo di centro-sinistra alla sconfitta continuando ad erodere il consenso della base e dei protagonisti "in loco".

Chi sarà disponibile a difenderli, a ri-votarli? O certo, della loro sorte ce ne può fregare di meno, ma del danno provocato si, l'abbiamo rabbiosamente a cuore. Così, contemporaneamente, abbiamo l'ampliamento di basi americane sul nostro territorio per bombardare meglio quello degli altri, abbiamo aerei NATO/italiani che ammazzano civili in Afghanistan, abbiamo il riconoscimento da parte del centrosinistra che l'invasione italiana dell'Irak era una missione di pace, assistiamo a discussioni devianti sulla pena di morte nel momento in cui viene impiccato un Capo di Stato di un paese nemico dell'Occidente, disgraziatamente detentore di materie prime, invaso con false motivazioni. Prima breve conclusione: incaricare i rappresentanti dei movimenti della scuola a porre l'aut-aut: o entro subito forti segnali di discontinuità oppure ci faremo carico di avviare una grande campagna di dismissioni dell'attuale Ministro e, se rompono, anche dell'attuale Governo. Tanto, che abbiamo da perdere più di quanto non è già stato distrutto?

Milano, 19 gennaio 2007

Luigi Ambrosi

Last modified 2007-01-21 23:31
OBBLIGO SCOLASTICO E BIENNIO UNITARIO
all'Hotel Principe di Savoia di Milano si è svolta l'11 giugno 2007 una riunione dell'Ulivo dal titolo «Istruzione e formazione professionale - Una scuola per crescere e competere». Questo il testo del volantino che abbiamo distribuito.
Il documento della Commissione ministeriale uscito il 3 marzo 2007
Il testo della Finanziaria 2007
 
CONTROINFORMAZIONE
La riforma in breve
Dossier Superiori
L'alternanza scuola lavoro
L'obbligo scolastico
Boicotta l'INValSI
 
 

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