Skip to content
Personal tools
You are here: Home » Obbligo scolastico e biennio unitario » L’OBBLIGO SCOLASTICO NELLA FINANZIARIA, CHE OBBLIGO È?
OBBLIGO SCOLASTICO E BIENNIO UNITARIO
all'Hotel Principe di Savoia di Milano si è svolta l'11 giugno 2007 una riunione dell'Ulivo dal titolo «Istruzione e formazione professionale - Una scuola per crescere e competere». Questo il testo del volantino che abbiamo distribuito.
Il documento della Commissione ministeriale uscito il 3 marzo 2007
Il testo della Finanziaria 2007
 

L’OBBLIGO SCOLASTICO NELLA FINANZIARIA, CHE OBBLIGO È?

Document Actions
Senza dubbio è importante che in una legge sia affermato l’obbligo scolastico fino a sedici anni. Ma proprio perchè è importante è necessario che l’affermazione del principio sia definita in termini chiari e coerenti.

di Corrado Mauceri (Comitato di Firenze “Per la scuola della Repubblica”)

stu0001.jpgSenza dubbio è importante che in una legge sia affermato l’obbligo scolastico fino a sedici anni.
Ma proprio perchè è importante è necessario che l’affermazione del principio sia definita in termini chiari e coerenti.
In primo luogo è necessario ricordarci quello che abbiamo ripetutamente affermato con riferimento al “diritto-dovere” introdotto dalla Moratti; da parte di tutti, comprese le forze politiche dell’attuale maggioranza, fu giustamente osservato che il “diritto-dovere” della Moratti si contrapponeva non solo terminologicamente, ma anche e soprattutto nei suoi presupposti e nella sua finalità all’obbligo scolastico, previsto nell’art. 34 Cost.

L’obbligo scolastico si fonda difatti sull’esigenza di uno Stato democratico di realizzare per i propri cittadini un livello di istruzione minima uguale per tutti che possa garantire un’effettiva partecipazione alla  vita democratica del Paese; “ il problema della democrazia “ scriveva Calamandrei nel lontano 1946, “ si pone prima di tutto come un problema di istruzione” ed agiungeva: “ E’ perciò evidente che non si ha vera democrazia là dove l’accesso non  è garantito in misura pari a tutti i cittadini’”; l’obbligo scolastico è quindi volto a creare una condizione minima di uguaglianza, almeno nell’acquisizione del sapere; è quindi funzionale al pieno esercizio del diritto di cittadinanza.

Il diritto-dovere introdotto dalla Moratti, in coerenza con l’insieme della riforma Moratti, attribuisce invece una valenza prevalente all’interesse individuale più che all’esigenza dello sviluppo della democrazia; l’interesse individuale può essere differenziato in base alle diverse esigenze, appartenenze, possibilità economiche, ecc.; coerentemente con tale impostazione la scuola della Moratti sin dall’infanzia valorizza le differenze fino a prevedere a quattordici anni una netta separazione tra istruzione scolastica ed istruzione e formazione professionale.
Si tratta quindi di due idee di scuola con finalità ed ordinamenti diversi che non  consentono commistioni; la Moratti ha proposto una scuola volta a riprodurre i diversi ruoli sociali; l’obbligo scolastico presuppone invece un ordinamento scolastico volto a produrre uguaglianza e quindi a garantire pari opportunità.

L’obbligo scolastico non può quindi convivere con il sistema delle leggi Moratti; l’obbligo scolastico per essere effettivamente tale presuppone un sistema scolastico fortemente unitario ed egualitario.
E’ possibile introdurre l’obbligo scolastico  fino a sedici anni senza nel contempo abrogare le Leggi Moratti? La finanziaria ci prova.
E’ però  probabile che questa volta la politica del “cacciavite”, ideata dal Ministro Fioroni, giri a vuoto.
Anzitutto si deve rilevare che la bozza della Finanziaria prevede un obbligo “sui generis”; difatti non solo si mantengono in vita i  “percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale” previsti dalla Moratti di intesa con le Regioni; ma si prevede a regime che strutture formative, non meglio definite, concorrano a svolgere percorsi e progetti idonei all’assolvimento dell’obbligo  scolastico.
Un sistema “duale” camuffato? Pare proprio di si; in ogni caso è fuor di dubbio che con tali percorsi ( che sono altra cosa da opportuni interventi di sostegno) si introduce  nella scuola  una distinzione tra i ragazzi che prefigura  successivi  percorsi scolastici e formativi diversi; non pare quindi un modello coerente con la natura e le finalità dell’obbligo scolastico.
Ma ciò che desta forti perplessità è il contesto normativo ed ordinamentale in cui si inserirebbe l’obbligo scolastico previsto in finanziaria.
Il decreto Moratti della scuola per l’infanzia, primaria e media rimane in vigore con il  modello familistico coerente con il principio del diritto-dovere; il decreto Moratti della scuola secondaria superiore e sull’istruzione e formazione professionale rimane in vigore anche se la sua concreta applicazione è stata differita al 2007/2008; tali decreti non possono essere difatti modificati con il “cacciavite”; quindi, finché tali decreti non saranno abrogati, l’obbligo scolastico previsto in finanziaria sarà svuotato di ogni contenuto innovativo perchè sarà assorbito dal contesto normativo che sarà  ancora quello della Moratti.

La proroga dei termini per intervenire sui decreti Moratti, approvata nel luglio scorso (cioè per essere chiari la proroga della legge Moratti!) non può essere utilmente impiegata; difatti qualsiasi modifica dei decreti Moratti che non sia introdotta con una legge, può essere consentita solo nell’ambito delle finalità della riforma Moratti; difatti per introdurre l’obbligo scolastico con l’implicita abrogazione del decreto Moratti sul diritto-dovere è stato previsto un intervento legislativo (dilatando la funzione della legge Finanziaria); allo stesso modo per inserire effettivamente l’obbligo scolastico fino ai sedici anni nella scuola occorre l’abrogazione con legge (e non con decreto) dei decreti Moratti e quindi delle leggi Moratti.
La previsione dell’obbligo scolastico fino a sedici anni è già una mediazione rispetto alla giusta richiesta dell’obbligo fino a 18 anni; tutti dobbiamo però  impegnarci a mantenere ferma questa mediazione; non è possibile che alcuni esponenti dell’UNIONE impongano un’ulteriore  mediazioine sulla mediazione, rispettiamo tutti il programma dell’UNIONE ed aboliamo ogni riferimento a percorsi di istruzione e formazione professionali che vanificano un effettivo obbligo scolastico e nel contempo per una necessaria chiarezza e coerenza eliminiamo le leggi Moratti  che sono espressione di una scuola classista ; è venuto il momento di mettere da parte “il cacciavite” ed avviare un processo riformatore chiaro e coerente nel rispetto, quanto meno, del programma dell’UNIONE.

Last modified 2006-10-09 14:35
 

Powered by Plone, engineered by Mediatria

This site conforms to the following standards: