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, 12/02/2009

Sui diplomifici denunciati da "La scuola tagliata" di Rai 3. Pensieri... e parole

di Lisa Racini

Bene l'interrogazione parlamentare sulla denuncia dei "diplomifici" fatta dalla trasmissione di "vera" informazione "Presa Diretta" dell'8 febbraio 2009 su Rai 3.

Grazie a un professionista quale Riccardo Jacona abbiamo visto "in carne e ossa" che ci sono "scuole" private che offrono lavoro ad insegnanti in cambio di punteggio. Ciò significa che ci sono insegnanti che hanno bisogno di "lavorare" (magari... senza stipendio), ma significa anche che c'è una "scuola" pubblica insufficiente a soddisfare i bisogni dei nostri ragazzi. E' la legge della "domanda e dell'offerta". Bene, fin qui l'analisi è abbastanza "facile". Ma non riesco a mettere in fila tanti pensieri e parole che "volano per l'aria" e qualcuno di essi mi colpisce fino a produrre in me domande che mi aprono ferite profonde.

1) La "scuola" pubblica, se "produce" tanti ragazzi "somari" che si rivolgono alle scuole private, non è forse inadeguata? Non dovremmo "investire" di più per la scuola pubblica e per la formazione dei docenti?

2) Il nostro "sistema" produttivo ha davvero bisogno di ragazzi preparati o è meglio lasciarli ignoranti e inconsapevoli della loro ignoranza?

3) Il "mercato" su che cosa si regge? Sulla "legge della domanda e dell'offerta". Ma quando la "domanda" è basata sui bisogni indotti da chi ha più potere economico, chi investe per soddisfare i bisogni reali?

4) Conoscere come funziona la Lingua (materna e non), conoscere la Matematica, la Storia, la Geografia, i progressi della Scienza e della Telematica, non dovrebbe essere indispensabile per chiedere, discutere e "comprendere" per tentare di risolvere i grandi problemi di nostra Madre Terra?

5) Non dobbiamo forse credere fermamente che i bisogni reali siano la conoscenza e la consapevolezza di avere "Diritti e Doveri" uguali per tutti sulla faccia di nostra Madre Terra?

6) Non è forse vero che avere "Diritti e Doveri" uguali per tutti, significa aver soddisfatto per primi i bisogni primari?

7) Non dovremmo sapere -noi pochi fortunati- che per soddisfare i bisogni primari dobbiamo cominciare a redistribuire ricchezza?

8) Crediamo davvero che per "condividere" (parola, a mio avviso, non ancora "compresa" nel suo vero significato...) dobbiamo tutti noi "fortunati" cominciare a pagare più tasse pubbliche?

9) Crediamo davvero che per "gestire" il "patrimonio pubblico" siano necessarie forze e persone "nuove"?

10) Non dovremmo noi "semplici cittadini" essere i responsabili "sovrani" della gestione della "cosa pubblica" esercitando il nostro Diritto/Dovere con un voto politico e amministrativo con cui fare un "presente" più dignitoso per tutti e poter, quindi, guardare il futuro con l'animo meno in disordine?

I semplici cittadini degli "U.S.A." ci stanno provando...
Nella "nostra" Italia abbiamo soltanto qualche "eroe": in questo momento mi viene in mente Saviano... un "nostro" figlio coraggioso che ha strappato uno soltanto dei tanti "veli"... Ma, guarda caso, i suoi compaesani dichiarano, senza pudore alcuno, che "prima" del caso "Saviano" stavano tutti bene...

Allora? Chi li ha formati quei cittadini? Quale scuola hanno frequentato? A chi tocca "cambiare" le "carte in tavola" se non a tutti noi?

Un grazie a chi mi ha seguito fin qui, in questi pensieri...difficili...
Un abbraccio forte forte a Jacona come se avesse difeso un "mio" fratello bisognoso...

Un augurio di cuore a chi farà "l'interrogazione parlamentare"...


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