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«La vita al nord troppo cara» Duecento prof restano a casa

mendico
Vincenzo Pascuzzi on 24 dicembre 2016 - 8:49 in Rassegna Stampa

Tra gli oltre 980 docenti trasferiti in sedi distanti da Salerno, almeno il 20% ha deciso per forza di cose di non lavorare e quindi di restare a casa lasciando scoperte le cattedre da Roma in su. Circa 200 insegnanti hanno mantenuto il posto al nord senza però prendere servizio, costringendo i dirigenti scolastici del posto a salti mortali per individuare i sostituti. Troppo dispendioso il trasferimento a Milano o nel Veneto, tra spese di affitto e mantenimento. Ed è troppo dura la lontananza da casa e dalla famiglia soprattutto per le docenti che hanno figli in tenera età.

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Buona scuola: centinaia di docenti in aspettativa, perché impossibilitati a sostenere il caro vita del Centro-Nord

di redazione – 23 dicembre 2016 – 15:02
La Buona Scuola, com’è noto, ha consentito l’immissione in ruolo per migliaia e migliaia di docenti, la maggior parte dei quali meridionali e con sede di titolarità in scuole del Centro-Nord.

Conosciamo tutti la triste vicenda del misterioso algoritmo, i cui errori o meglio parte di essi sono stati oggetto di sentenze favorevoli ai docenti medesimi.

La situazione sopra descritta, in parte migliorata dai provvedimenti di assegnazione provvisoria, che hanno permesso a molti docenti di avvicinarsi a casa, ha dato luogo ad un inizio caotico dell’anno scolastico, in quanto nelle scuole del Centro-Nord centinaia di cattedre sono rimaste scoperte perché i titolari o hanno ottenuto l’assegnazione (a inizio lezioni inoltrate) o hanno deciso di trascorrere un anno in stand-by ricorrendo a congedi vari (parentale, aspettativa…) o perché affetti da qualche patologia.

Le motivazioni, che hanno spinto i docenti a rimanere a casa, sono svariate, prima fra tutte il fatto di allontanarsi dalla famiglia.

Alla suddetta motivazione affettiva, se ne aggiunge un’altra di carattere pratico, ossia il costo della vita al Nord, che un docente neo immesso non può sostenere, soprattutto se deve portare dietro la famiglia o deve mantenerla da lontano. Da qui le centinaia di cattedre scoperte e affidate a supplenti, spesso non abilitati ma con il solo titolo di studio.

Un caso emblematico, come apprendiamo da “Il Mattino” – Salerno, è rappresentato da circa  che a causa delle sopra citate motivazioni hanno deciso di rimanere a casa.

150 dei 200 docenti summenzionati ha rinunciato allo stipendio, ricorrendo all’istituto dell’aspettativa, pur di non lasciare la famiglia e considerando più conveniente non percepire alcuna retribuzione piuttosto che mantenersi al Centro-Nord.

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