Fondi alle private, Rodotà si schiera coi referendari
Il giurista: “Prima garantire le scuole statali”.
BEPPE PERSICHELLA, Repubblica Bologna
C’È una nuova firma che si aggiunge al centinaio di intellettuali, associazioni e cittadini che sostengono il referendum contro i finanziamenti alle scuole private paritarie. È quella del giurista Stefano Rodotà, ex garante per la Privacy, che ha deciso di sottoscrivere l’appello del comitato Articolo 33, promotore della consultazione che si terrà domenica 26 maggio. «Appoggio un’iniziativa non aggressiva nei confronti dei privati e rispettosa dei diritti e degli obblighi della Repubblica» spiega lo stesso giurista. Ed è netta la sua posizione sul quesito che rischia di spaccare la città e il centrosinistra. «Le scuole private si possono liberamente istituire senza oneri per lo Stato, è un principio della Costituzione – spiega Rodotà - sempre la Costituzione prevede che sia la Repubblica a istituire le scuole statali, di ogni ordine e grado. E quando ci sono difficoltà economiche, bisogna prima di tutto garantire le risorse per le scuole statali». Una spina in più nel fianco del già affaticato Pd, tornato anche ieri a difendere il no all’abolizione dei finanziamenti privati. Perché quello di Rodotà, a due mesi e mezzo dal voto, è un nome autorevole sceso in campo, che un recente sondaggio online di Articolo 21 candida addirittura alla presidenza della Repubblica.