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Catania , 05/07/2012
La mancata trasparenza nella pubblica amministrazione è un “male oscuro” che va individuato e subito rimosso.

inviata da Polibio


Capita che dirigenti dello Stato non rispettino l’obbligo della correttezza e della trasparenza degli atti della pubblica amministrazione. E pretendano il bavaglio per chi dà , come fa Polibio, avendone diritto, conoscenza di ciò che essi contengono. La conferma d’avere centrato i bersagli viene data a Polibio dalle reazioni di quei dirigenti. Compresa, tra le altre, la raffica di diffide a rimuovere dai siti informatici (e addirittura, pur dovendo sapere che ciò è impossibile, dal motore di ricerca “Google”) i contributi pubblicati da Polibio. Nonché a redigere e a pubblicare “ulteriori nuovi articoli” sui siti internet, con l’intento di impedirgli di esercitare il diritto, di rango costituzionale, di libera espressione riguardo a fatti e a condotte di pubblico interesse, così da ritenersi in ogni modo abusivo il tentativo di imbavagliare una libera voce espressa attraverso un libero canale, per definizione intollerante a qualsiasi pressione e/o intimidazione.
Polibio continua a precisare e a evidenziare che quanto ha scritto, scrive e scriverà nei suoi articoli, finché ve ne saranno i presupposti, ha riguardato e riguarderà episodi e vicende rigorosamente ricavati da documenti e da fonti primarie che gli sono stati inviati da più parti, e che gli vengono alla data odierna inviati, arricchendo di particolari assolutamente interessanti quanto è già di sua puntuale e significativa conoscenza.
E continua a sottolineare, ancora una volta con questo suo intervento, che il suo intento è unicamente quello di portare a conoscenza della pubblica opinione e delle autorità interessate episodi e comportamenti che ritiene lesivi della corretta gestione dell’attività pubblica relativa alla gestione delle istituzioni scolastiche interessate. Sottolineando altresì che ben volentieri si asterrebbe dall’opera di informazione e di promulgazione delle condotte lesive della corretta gestione delle istituzioni scolastiche interessate se esse cessassero di essere perpetrate.
Invero, le condotte da lui trattate corrispondono a fatti assolutamente veritieri, ampiamente documentabili e, comunque, descritti senza l’uso di terminologie ingiuriose né oggettivamente offensive della reputazione di chicchessia. I suoi scritti contengono osservazioni fondate su dati di fatto che sono verosimilmente documentabili, nonché opinioni formulate in modo corretto e civile, la cui manifestazione costituisce legittimo esercizio del diritto di libertà di espressione, garantito dalla nostra Costituzione. Peraltro, poiché si tratta di dirigenti dello Stato, nei loro confronti, per quanto concerne i fatti di specie, è ammessa in sede giudiziale la prova anche con acquisizione di documenti e con testimonianze su quanto al singolo attribuito.
Da parte dei suoi lettori (che sono i lettori di Polibio, ovvero di Sebastiano Maggio che riferendosi a Polibio si pronuncia in terza persona singolare) gli pervengono dettagliate relazioni, corredate di documenti (essenziali perché possa occuparsi del caso che gli viene rappresentato), su comportamenti scorretti e/o arbitrari di determinate figure del sistema scolastico. Nessuna di queste figure dai presunti comportamenti scorretti e/o arbitrari ha dimostrato di avere il coraggio di prodursi pubblicamente, e democraticamente, in smentite e in precisazioni. Quelle figure agiscono – tuttavia, con comportamento che non tiene conto dei lettori (che hanno il diritto di conoscere, essendo importante l’opinione pubblica, ciò che accade) – col preciso intento di “zittire” una voce che rende di pubblica conoscenza ciò che essi “vorrebbero” restasse occultato alla pubblica opinione e alle autorità competenti. Polibio, fino alla data odierna, non ha fatto alcun cenno a denunce, a indagini penali in corso, a procedimenti in atto, a rinvii a giudizio (anche se le fonti per occuparsene non gli sono mancate) nei confronti di chicchessia. Può soltanto presumere, come potrebbe essere supposto dopo l’attenta lettura della documentazione in suo possesso, che qualcosa dovrebbe pur esserci. Ma, per esprimersi, resta in attesa di eventi decisivi e concreti.
Puntualmente, come peraltro era atteso, dopo la pubblicazione dell’intervento “Sono dieci i d.s. espulsi dalla Dirpresidi-Confedir. Beniamino Sassi è il legittimo presidente nazionale”, la posta elettronica di Polibio è stata destinataria di una serie di “messaggi spazzatura” identici partoriti dalla mente malata dell’insonne maniaco ossessivo-compulsivo, delirante, psicotico e psicopatico, paranoico e schizofrenico, che continua a vedere, in piedi davanti al suo letto, Beniamino Sassi durante la notte (un maniaco ossessivo-compulsivo che, sconvolto dal successo ottenuto da Sassi, ripetutamente con decisioni della magistratura, opera in proprio o che obbliga da scompensato padrone qualcuno che è obbligato a servirlo, l’uno o l’altro impegnati in una sorta di onanismo nel premere ripetutamente il tasto d’invio della posta spam, che in pochi secondi viene eliminata; questa volta, ha migliorato la sua prestazione, tanto da ottenere il titolo di più veloce onanista-compulsivo del web).
Anche se l’intento di Polibio è unicamente quello di portare alla conoscenza della pubblica opinione e delle autorità interessate episodi e comportamenti lesivi della corretta gestione dell’attività pubblica relativa alla gestione delle istituzioni scolastiche interessate (e se non gli dispiace affatto che qualcuno, gioiosamente, possa individuarlo, a sua preferenza, come il mito, o come Zorro, a sostegno di gente della scuola che, dai documenti in suo possesso, appare colpita da comportamenti scorretti e/o arbitrari da parte di chicchessia), Polibio non è Zorro, si chiama Sebastiano Maggio (come è scritto in alcuni dei suoi interventi accanto alla pseudonimo “Polibio”), abita a Catania, e tutti lo sanno, e lo sa parecchio bene anche chi finge di non saperlo e che ha comunicato nello stesso tempo a più persone che Polibio è Sebastiano Maggio (infatti, gli vengono recapitate, ovviamente a Sebastiano Maggio, note al suo indirizzo di posta elettronica e al suo domicilio, residenza anagrafica, raccomandate, alle quali correttamente risponde per il tramite del suo indirizzo di posta elettronica. Polibio-Sebastiano Maggio scrive i suoi interventi a Catania e da Catania, di persona e in piena autonomia, posta i suoi interventi che appaiono su questo sito e, presi da questo sito forse perché interessanti, su altri siti internet, su blog personali, pubblicati su facebook, inoltrati e diffusi per e-mail da persone certamente – direttamente o indirettamente – interessate in ordine agli argomenti trattati.
Polibio non è Zorro, e quindi non lavora di spada. Scrive, Sebastiano Maggio scrive, non soltanto perché colpisce più la penna che la spada, ma soprattutto perché la spada non è uno strumento che gli appartiene affatto. Scrive perché i contenuti dei suoi scritti, rivolti alla conoscenza della pubblica opinione e delle autorità competenti, siano oggetto di attenzione, di accertamento della verità (e, se ciò che è stato rappresentato, e documentato, rispondesse al vero, degli atti conseguenti), da parte del Ministro dell’Istruzione, del Ministro dell’Economia e delle Finanze, del Ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, del Dipartimento per la Funzione pubblica (la questione della trasparenza degli atti e dei documenti, nonché della condotta di ciascuno dei dipendenti pubblici, è di interesse primario), dei direttori generali degli Usr (per la Puglia, per la Sicilia, per la Calabria, per la Campania, ecc.) e dei dirigenti degli uffici scolastici provinciali, della Procura generale della Corte dei conti e, con riferimento alle ipotesi di reato eventualmente emergenti da atti, da documenti, da scritti, della Procura della Repubblica territorialmente competente.
Se, per fare soltanto uno dei tanti possibili esempi, uno o più dsga vengono colpiti, per quello che si evidenzia mobbing nei loro confronti, derivandone gravissimo danno esistenziale, patrimoniale e non patrimoniale, da una valanga di “contestazioni” e di “provvedimenti disciplinari” gravissimi oltre che a raffica, dopo essersi opposti, e peraltro di ciò si possiedono documenti e fonti primarie, ad avallare fatti non conformi alla legge (il dirigente scolastico – comma 5 dell’art. 25 del d.leg. 165/2001 – “è coadiuvato dal responsabile amministrativo, che sovrintende, con autonomia amministrativa, nell’ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi e ai servizi generali dell’istituzione scolastica”), tutti abbiamo il diritto di sapere (e per primi i rappresentanti delle organizzazioni sindacali) i benché minimi particolari. E nessun dirigente scolastico comunque coinvolto e interessato può opporsi, né può agitarsi nell’inutile impresa di mettere il bavaglio a chi vuole sia fatta chiarezza. Anche perché ci sono pronunce favorevoli della magistratura, intanto nei confronti di quale che sia il dsga nei confronti del quale il diritto è stato violato.
La scuola è una cosa serie. Se in alcune scuole c’è del marcio, quel marcio va eliminato. Se alcuni d.s. sono scorretti, quei d.s. vanno allontanati. Diversamente, causeranno ingente danno allo Stato e all’immagine del sistema scolastico. Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda, ha recentemente sottolineato, a proposito della ripartizione del fondo d’istituto, la mancanza di criteri certi, “un problema che arreca forte disagio in molte scuole. Talvolta, infatti, anziché essere utilizzato per premiare che si impegna di più, diventa fonte di sprechi se non, addirittura, di casi di clientelismo. La scuola è fondamentale luogo di educazione dei cittadini. Non possiamo permettere simili derive culturali”. Polibio, che ritiene sia da parecchio tempo dello stesso avviso di Rino Di Meglio, e ha sempre combattuto il marcio, gli sprechi, le clientele e i prepotenti-padroni, è d’accordo. E invita a leggere quel che segue:

“Sei andato a scuola? Sai contare?”
“Come contare?”
“Come contare? 1, 2, 3, 4, sai contare?”
“Sì, so contare.”
“Sai camminare?”
“So camminare.”
“E contare e camminare insieme lo sai fare?”
“Sì! Penso di sì!”
“Allora, forza! Conta e cammina! Dai … 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8…”
“Dove stiamo andando?”
“Forza! Conta e cammina! 9 … 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99 e 100!

(tratto dal film “I cento passi”)

L’idea è stata fornita a Polibio da un’amica lettrice. E deve fare riflettere: a conoscere o a immaginare la verità sono in tanti, ma denunciarla assumendosene la responsabilità e ben altra cosa. Chi ha conoscenza dei soprusi, e a coscienza tale da condannarli, allora deve avere la forza di denunciarli, di superare la paura e di annullare l’abitudine a subire e a vedere subire senza intervenire per impedirlo. Di fronte alle ingiustizie, bisogna percorrere insieme, contando i passi l’uno dopo l’altro, la strada che porta alla giustizia, al rispetto dei diritti individuali e collettivi, allontanamento di chi non rispetta le norme di legge e contrattuali del lavoro, e che pretende dagli altri obbedienza niente affatto dovuta. L’obbedienza è un “vizio” che fa sempre molto comodo a chi la impone. Quel che importa, quando il più timoroso ha assunto il coraggio di opporsi alle ingiustizie e alle prepotenze, ai soprusi e al mobbing, alle manipolazioni e alle falsità acclarate, e di denunciarli insieme agli altri, allora il lavoro avviato dai pochi è stato ben fatto, ha dato quei frutti che sono assolutamente necessari per eliminare nel sistema scolastico gli sprechi, i casi di clientelismo, le prepotenze di chi si sente padrone e invece va rottamato. La scuola, riportando l’espressione di Rino Di Meglio, “è fondamentale luogo di educazione dei cittadini”.

Per quanto riguarda l’attività di Polibio, i suoi prossimi interventi saranno pubblicati, dallo stesso Polibio postati, sui siti che attualmente li accolgono, e che accolgono questo suo intervento, mentre tutti gli altri resteranno comunque pubblicati nella miriade di siti internet e di blog nei quali si trovano, quali che essi siano, compreso il proprio sito in costruzione http://www.polibio.net nel quale, nei prossimi giorni, saranno inseriti tutti gli articoli scritti dal luglio 2010 al luglio 2012. Quindi, compresi gli articoli (dal luglio 2010 al gennaio 2012) che erano stati arbitrariamente “rimossi” da chi ben sapeva che Polibio era Sebastiano Maggio (comunicandolo contemporaneamente a più persone). Articoli che, oltre a essere stati ben conservati da Polibio, si trovano ancora oggi in molti siti e soprattutto nel motore di ricerca “Google”. Articoli che potranno essere letti da chi accede al blog, da chi chiederà di averli inviati per posta elettronica, da chi li riceverà anche nelle scuole nelle quali saranno inviati. E nelle scuole saranno inviati, soprattutto quelli pubblicati dal mese di febbraio dell’anno in corso e gli altri che saranno nei prossimi mesi scritti, alle RSU, sia perché la componente sindacale, assolutamente autonoma, possa averne conoscenza ma anche, su loro iniziativa, per darne conoscenza ai dirigenti, al personale docente e al personale Ata.

Polibio
polibio.polibio@hotmail.it

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