Il progetto sperimentale per la valutazione delle scuole, promosso dal MIUR per la secondaria di I grado e bocciato dalla quasi totalità degli istituti coinvolti, prevede quanto segue.
" Gli istituti scolastici verranno valutati prendendo in considerazione due profili:
- il livello di apprendimento degli studenti, inteso come valore aggiunto contestuale e determinato dalla differenza registrata nei livelli di apprendimento degli studenti tra la fine delle scuole elementari, la fine della prima media e la fine della terza media, attraverso i test standardizzati elaborati dall'Invalsi, corretta per fattori di contesto che possono condizionare il livello degli apprendimenti (dotazione di risorse, percentuale di allievi stranieri e disabili, ecc.)
- verifiche esterne effettuate, sulla base di un protocollo unico da parte di un team di osservatori composto da un ispettore e da due esperti indipendenti che al termine delle attività proporranno una relazione valutativa complessiva.
Sulla base dei risultati verranno formulate due graduatorie, una relativa agli apprendimenti, l'altra predisposta da una Commissione tecnica regionale relativa ai report di valutazione predisposti dagli osservatori esterni.
La graduatoria finale risulterà dall'integrazione delle due graduatorie, sulla base del diverso "peso" attribuito ad ognuna di esse. I pesi da assegnare alle due graduatorie, ossia ai due criteri, costituiscono la decisione "politica" del Ministero, in quanto possono indurre le scuole ad attivarsi maggiormente verso un obiettivo anziché l'altro.
Alle scuole che si collocano nella fascia più alta della graduatoria (massimo 25% del totale) verrà assegnato un premio di importo significativo (fino a un massimo di 70.000 euro a scuola in base al numero degli insegnanti) che avrà come vincolo di destinazione le retribuzione del personale effettivamente operante nella scuola nel periodo di sperimentazione."
Esiste dunque un nesso tra esito delle prove Invalsi e retribuzione dei docenti?