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Roma , 08/02/2010
E’ incostituzionale l’eccesso di delega nel devastante riordino della scuola pubblica!

di Osvaldo Roman

Con i tre Regolamenti sulla scuola secondaria superiore approvati dal Consiglio dei ministri lo scorso 4 di febbraio si sta concludendo la complessa opera di delegificazione dell’ordinamento scolastico del nostro paese avviata con l’art.64 della legge 133 del 2008.
Quello che, con particolare riguardo all’entità devastante degli interventi realizzati, non appare chiaro alla grande maggioranza dell’opinione pubblica è che si sta procedendo allo smantellamento della scuola di Stato.
Infatti non è ancora molto diffusa la conoscenza dell’entità reale dei tagli apportati all’organico dei docenti. Un periodico come Tuttoscuola in genere molto informato sui fatti ministeriali dell’Istruzione da in questi giorni nelle sue News la cifra di 7000 unità come risultato per il prossimo anno dei tagli all’organico docente della scuola secondaria superiore. Si tratta di una valutazione molto diversa da quella indicata nelle stesse tabelle ufficiali del Miur, allegate alla relazione tecnica del decreto, che parlano di circa 18 mila posti. Questi si aggiungono agli 11.347 di quest’ anno e non comprendono i 14.028 dell’anno scolastico 2011-12 e i circa 1000 di quell’ anno scolastico che saranno ridotti a causa del dimensionamento del numero di alunni per classe. Ma soprattutto non comprendono i posti che saranno ulteriormente ridotti anno per anno dal 2013 al 2015 a causa della progressiva attuazione del cosiddetto riordino.
Si ripete quanto si sta verificando nella scuola primaria con la progressiva abolizione dei TEAM in tutte le classi, anno per anno fino al 2013-2014.
Siamo in presenza di una chiara violazione di quanto stabilito dall’art.64 della legge 133/08 che, nella relazione tecnica di accompagnamento presentata in Parlamento, autorizzava, per ottenere il risparmio di circa 8 miliardi di euro, il taglio di 87.000 posti di docenza. Il taglio di organico realizzato supererà invece di molto quello autorizzato dalla legge. La questione è ora pendente in ricorsi le cui sentenze si stanno scrivendo presso il TAR del Lazio. Le questioni di costituzionalità riguardanti l’eccesso di delega nella delegificazione sono molteplici e riguardano non solo gli organici ma anche altre questioni. Dovrebbe essere scontato un rinvio di tali materie alla Corte Costituzionale, ma con certi giudici amministrativi succede di tutto (è sufficiente avere presenti le recenti capriole del Consiglio di Stato e quelle della Corte dei Conti). L’Alta Corte, nella sentenza n° 200 del 2009 aveva accertato la legittimità dell delegificazione relativamente al profilo della competenza statale sulle materie indicate, ma non era entrata nel merito del modo con cui tale delegificazione era stata effettuata. Ciò era avvenuto sia perché i Regolamenti all’epoca ancora non esistevano sia perché le Regioni che avevano inoltrato i ricorsi potevano intervenire solo sul conflitto di competenza.


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