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Verona , 07/02/2010
Più ore ma uguale stipendio
Le maestre fanno sciopero

di Zerbrechlich

http://www.larena.it/stories/Cronaca/125931__pi_ore_ma_uguale_stipendio_le_maestre_fanno_sciopero/

07/02/2010

Più ore ma uguale stipendio

Le maestre fanno sciopero


LA PROTESTA. In 250 sono sul piede di guerra contro il cambio di contratto previsto da Palazzo Barbieri

Le insegnanti delle scuole per l'infanzia comunali sono impiegate in una trentina di istituti che accolgono 2.700 bambini fra i 3 e i 6 anni. Incroceranno le braccia martedì




Duecentocinquanta maestre sul piede di guerra contro la «forbici» che il Comune intende usare sui loro stipendi. Il personale docente delle scuole per l'infanzia comunali, cioè della trentina di istituti che accoglie circa 2.700 bambini tra i 3 e i 6 anni, sciopererà martedì, in blocco, sostenuto dalle rappresentanze sindacali di Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola e Snals Confsal.
Un'intera mattinata davanti alla scalinata del municipio per gridare le proprie ragioni. Motivo della protesta, il cambio di contratto che palazzo Barbieri vuole operare «al fine di tagliare il costo delle retribuzioni», spiega Umberto Nin, operatore di Cisl Scuola che segue la vicenda. E in particolare:«Dal contratto nazionale per la scuola statale, applicato da molto tempo anche nelle scuole comunali, le maestre passerebbero a quello per gli enti locali».
Uno scambio sulla carta che però, secondo le insegnanti (230 fisse più una ventina di precarie), rischia di pesare molto sulle loro spalle. Troppo: le 25 ore attuali spalmate su cinque giorni lavorativi diventerebbero 30. «Ma a pari stipendio», precisa Nin. Da specificare che l'orario giornaliero delle scuole per l'infanzia va dalle 8 alle 16, suddiviso in due turni, mattutino e pomeridiano. E le conseguenze sono le più disparate.
«Il nuovo contratto potrebbe eliminare l'affiancamento tra due maestre nella stessa classe nella parte centrale della giornata», aggiunge Nin, «cosa che ora permette loro di seguire i bambini più da vicino per almeno un paio d'ore, sia nelle attività didattiche sia nel momento della mensa. È questo l'elemento di qualità che finora, agli occhi dei genitori, ha fatto preferire le scuole comunali alle altre».
Questo si ventila: lavorare di più ma senza aumento, anzi forse addirittura con stipendio inferiore, e da sole. «Ricordo che la cura di bambini così piccoli è molto impegnativa», dice Nin. A questo si aggiunge la scottante questione dei contributi per la pensione:«Si teme che anche quelli possano ridursi con l'introduzione del contratto per gli enti locali», continua il sindacalista, «poiché sono calcolati sullo stipendio base, che probabilmente sarà più basso, e non sui compensi accessori».
Nulla è certo, al momento, visto che le stesse maestre ammettono di non essere state informate dal Comune, né dalla giunta né dagli uffici amministrativi: il loro destino, per quanto ne sanno, ora si basa solo su voci di corridoio. Ma sono pronte a battersi, «anche fino a giugno se necessario», per difendere ciò che reputano un diritto fondamentale: continuare ad essere trattate da insegnanti e non come generiche impiegate comunali.
Umberto Nin aggiunge che «con lo sciopero si vuole protestare pure contro le bugie dell'amministrazione comunale che, per bocca dell'assessore al personale Enrico Toffali, ha prima dichiarato di cambiare contratto per esigenze di risparmio e infine, domenica scorsa, perché spinto dall'Aran». Ovvero l'Agenzia per la rappresentazione negoziale delle pubbliche amministrazioni.
«Non può essere vero», conclude, «visto che l'Aran dà pareri ma non ha peso dal punto di vista giuridico. Questa è una sberla sia per le insegnanti sia per la comunità veronese, alla quale viene tolto un servizio di qualità, trasformando le scuole d'infanzia comunali in semplici "parcheggi" per bambini».

Lorenza Costantino


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