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Scuola, il muro che separa i ricchi dai poveri
di Marco Lodoli
A Roma incontro per strada un conoscente, un giovane uomo piuttosto facoltoso, il quale mi racconta che si sta recando di corsa a una scuola svizzera, o francese, o americana, non ricordo con esattezza, per iscrivere in prima elementare suo figlio. “Ma tuo figlio ha poco più di un anno – dico – mi sembra che puoi prendertela con tutta calma.” Scuote la testa, non è così, non ho capito nulla di come oggi va il mondo.Pare ci sia la fila per poter mandare i propri figli in queste scuole per ricconi, e che bisogna muoversi subito, anticipare gli altri, conquistarsi un posto molti anni prima dello sparo di partenza. “Sono scuole che fanno la differenza, paghi un sacco di soldi e tuo figlio entra nel vagone di prima classe, sta in una botte di ferro, ha il futuro spianato!” Lui, il pargolo, in prima classe insieme a pochi ragazzini biondi e danarosi, e tutti gli altri nelle scuole comuni, a faticare in aule fatiscenti, a sperare invano che quello che imparano oggi possa essere utile domani.Ormai la nostra società si sta avvicinando a quelle latino-americane, con i ricchi che vivono a cinque stelle e gli altri nella fanga: e lo sta facendo partendo dalle basi, da subito, dalla prima elementare. I paperoni hanno capito che bisogna distanziarsi immediatamente dalla massa, non credono per niente nella scuola pubblica, si attrezzano per fare gruppo nel grand hotel della vita. Se fino a vent’anni fa sembrava che la cultura, lo studio il sapere avvicinassero le classi sociali, e che anche chi partiva a sei anni con il conto in rosso poteva fare la sua bella strada, oggi la situazione è cambiata radicalmente. Chi se lo può permettere si tira fuori dal mazzo e iscrive i suoi bambini nelle scuole più care ed esclusive: e non lo fa perché lì si studia di più e meglio, ma solo perché i suoi pupi fanno comunella con altri rampolli dorati, amicizie che faranno comodo più avanti, e tutto il resto vada pure in malora. Siamo tornati al darwinismo sociale, preparato fin dall’infanzia. I ricchi non vogliono più mescolarsi e rischiare, procedono per conto loro, hanno capito perfettamente che i soldi valgono mille volte di più di ogni conoscenza.
31 dicembre 2009