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Undicietrenta di Roberto Cotroneo
"Studenti guerriglieri", in una frase la tragedia di un paese ridicolo
La tragedia di un paese ridicolo. Quello che Renato Brunetta ha dichiarato ieri sui manifestanti della Sapienza, oltre a essere irresponsabile ha qualcosa di paradossale. Un ministro che definisce guerriglieri i giovani dell’Onda, poi si rende conto di quello che ha detto, e si corregge: «non son degni di essere definiti guerriglieri, sono soltanto quattro ragazzotti».
Le parole di Brunetta come ormai sembra normale e consueto in questo paese sono decisamente senza senso. Non si definiscono guerriglieri degli studenti, soprattutto perché non è il caso di mettergli in testa l’idea che magari lo sono davvero. E questo sarebbe decisamente un guaio. Se un ministro definisce guerriglieri dei manifestanti, che spesso sono ragazzi, è assai probabile che ti venga voglia di farlo, il guerrigliero. Se dopo poco li definisci quattro ragazzotti, perché «non son degni di essere definiti guerriglieri». Il pasticcio ha qualcosa di grandioso. Perché intanto i guerriglieri non sono di per sé dei personaggi necessariamente etici, e di norma i guerriglieri non sono dei combattenti per la libertà, ma gente che fa la guerriglia, dunque che utilizza un metodo di combattimento assai preciso.
Ora, è vero che il guerrigliero tra i guerriglieri, l’icona del guerrigliero, è quella di Ernesto Guevara, detto il “Che”; ma il mito di Guevara, con gli anni qualche appannamento lo ha avuto, e questo non significa in generale che i guerriglieri siano categoria di persone buone e giuste, se siamo – come spero che siamo tutti – dei pacifisti. Ma Brunetta pensa che per essere guerriglieri si debba «essere degni», dunque nel suo criticare l’Onda ha mostrato una perfetta anima da sabotatore della pampa, da tiratore scelto nella giungla, da incursore con il coltello tra i denti delle foreste tropicali.
Mai lo avrei detto, e mai avrei pensato che in Brunetta tutto questo potesse avere una mitologia inaspettata. La dignità del guerrigliero è una nuova perla della compagine governativa. E mica va sottovalutata. Non son degni «i ragazzotti» dell’Onda di essere «guerriglieri». Quello è troppo. Certo che sì. Perché se stai in un paese ridicolo, ci devi stare fino in fondo.