Ipotesi di lettura sulle iscrizioni per l'anno scolastico 2009-2010
I dati emersi da un campione di circa 900 scuole rappresentative e distribuite tra tutto il territorio nazionale riportano che il 3% delle famiglie ha scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40.
Su questi risultati si può fare un’analisi ottimista ed affermare che la nostra campagna iscrizioni ha ben funzionato.
Quello che però dobbiamo chiederci è se il 56% delle famiglie che ha iscritto i propri figli al modello di 30 ore ha ben chiaro di non aver scelto l’organizzazione modulare ( 3/4 insegnanti su 2/3 classi con la compresenza) ma un modello orario che prevede l’insegnante unico. Sicuramente mi si obietterà che molte di queste famiglie hanno affiancato alla domanda di iscrizione la richiesta del modello organizzativo del modulo ma, a questo punto, dobbiamo aspettare che esca la circolare sugli organici e vedere come potranno formarsi le classi prime a 30 ore. A tal proposito le dichiarazioni della ministra Gelmini non fanno ben sperare: “tutti i modelli orari prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino come in tutti i paesi europei.”
È qui che si affaccia l’analisi pessimista: non voglio neanche pensare che l’alta percentuale di scelta dei modelli orari a 30 e a 40 ore possa rispondere in gran parte alle sole esigenze delle famiglie di custodia dei propri figli e voglio credere che la scelta sia quella di una scuola di qualità, visto anche l’impegno che il movimento ha messo per informare i genitori riguardo alla devastazione che si sta compiendo nei confronti della scuola pubblica.
Ma, considerato l’aumento significativo dal 25% delle attuali classi a tempo pieno al 34% (risultato che probabilmente è il frutto delle nostre battaglie), penso che forse non avevo tutti i torti quando ho sostenuto in ogni assemblea alla quale ho partecipato e in particolare a quella nazionale di Firenze di puntare la campagna sul modello a 40 ore che, malgrado le recenti affermazioni della Gelmini, è l’unico che offe una dotazione organica di due insegnanti anche se senza compresenze e senza garanzia di contitolarità. Probabilmente oggi avremmo una risposta più significativa e univoca in merito al rifiuto delle famiglie dell’insegnante unico.
Torto o ragione, difficile dirlo, credo che bisognerebbe avere chiaro che sta arrivando il momento in cui tutti i nodi vengono al pettine. Lo scenario che immagino per il prossimo anno scolastico è di una scuola nel caos più assoluto. Se effettivamente la dotazione organica per le classi prime verrà calcolata in base alle 27 ore, mi sembra già di vedere i dirigenti scolastici compiere mille peripezie per formare le classi e attribuirne i docenti che hanno le ore in esubero determinate dalla scomparsa della compresenza. Ogni scuola avrà i suoi “spezzatini”, chi più, chi meno. Ogni classe sarà organizzata in modo diverso, qualcuna avrà, oltre all’insegnante unico, chissà quanti altri per coprire l’orario…
Ritengo quindi che si debba ripartire da questa consapevolezza, tenere orecchie e occhi ben aperti per avere un quadro il più possibile reale su ciò che accadrà nelle scuole e soprattutto che non si debba permettere che insegnanti e genitori, con il passare del tempo, si rassegnino e metabolizzino i devastanti cambiamenti. Penso che sarà necessario tenere sempre alta l’attenzione sulla scuola, dimostrarne la deriva attraverso una continua e capillare informazione alle famiglie. Si dovrà continuare a sottolineare cosa stiamo perdendo e cosa abbiamo perso; saranno necessarie le battaglie all’interno delle scuole, negli organi collegiali (finché sarà possibile), le piccole e le grandi mobilitazioni in piazza senza temere effetti boomerang e le varie iniziative che hanno per tema la scuola affinché il dibattito e il confronto tra tutte le componenti scolastiche tenga vive le coscienze per riconquistare la scuola della democrazia, dell’egualitarismo e delle pari opportunità.
Bruna Sferra