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Scuola al verde. I genitori si tassano
Ci mancava solo la tassa sulla scuola. Una tassa volontaria, per carità, ma come si fa a mandare in classe i bambini senza pennarelli, colla, scotch o spillatrici? Si era diffusa anche la voce che servisse un aiuto da parte delle famiglie per pagare la carta igienica, ma non è così. La situazione non è drammatica fino a questo punto
Prato, 14 febbraio 2009 - Ci mancava solo la tassa sulla scuola. Una tassa volontaria, per carità, ma come si fa a mandare in classe i bambini senza pennarelli, colla, scotch o spillatrici? "Noi paghiamo cinque euro al mese, ma so che alle materne spendono anche qualcosa di più", racconta Danilo Lucarelli, rappresentante di classe alle elementari e membro del consiglio dell’istituto Gandhi che ha la sede principale a Galciana.
Si era diffusa anche la voce che servisse un aiuto da parte delle famiglie per pagare la carta igienica, ma non è così. La situazione non è drammatica fino a questo punto, ma far quadrare i conti delle scuole, in città, è diventato complicatissimo e lo conferma anche Maria Grazia Ciambellotti, dirigente dell’istituto don Milani e referente della segreteria Pd per la scuola: "Purtroppo i soldi per l’acquisto del materiale sono molto pochi e quindi può succedere che i genitori decidano di organizzarsi diversamente, in modo autonomo, per garantire alla classe ciò che serve".
E’ quello che è successo all’istituto Gandhi. La carta igienica la compra la scuola, ma ad altre cose pensano i genitori: "Diciamo che in media alle elementari si spendono 45 euro l’anno per garantire pennarelli, colla, spillatrici e altro materiale didattico che serve per il lavoro in classe - dice ancora Lucarelli - Non è certo colpa della dirigente o degli insegnanti, ma è un fatto che la scuola non può garantire questo materiale. Non solo, nell’ultimo consiglio d’istituto sono emerse anche difficoltà a garantire le supplenze e la visita fiscale obbligatoria per chi è in malattia. In più mi risulta che alle materne i genitori paghino anche qualcosa più di noi".
Alle medie invece il contributo viene chiesto all’inizio dell’anno direttamente dall’istituto ed è gestito all’interno del bilancio, una soluzione che presto potrebbe essere adottata anche per elementari e materne. Le famiglie dei ragazzi delle medie pagano 25 euro all’anno: "Sia chiaro che noi non chiediamo nulla a chi frequenta elementari e materne, non gestiamo soldi fuori dal bilancio - precisa la dirigente dell’istituto Gandhi, Daniela Mammini - Si tratta di un’organizzazione autonoma dei genitori, ma è vero che la scuola è in difficoltà, perché i fondi sono sempre meno. Credo che nel prossimo consiglio d’istituto discuteremo la proposta di estendere il sistema delle medie anche agli altri ordini di scuola. Con i 25 euro versati dalle famiglie compriamo carta, toner e garantiamo le fotocopie".
Qualche famiglia non paga perché non può prendersi in carico una spesa ulteriore, ma dei mille ragazzi ospitati nelle classi della scuola quasi tutti, tramite i genitori, contribuiscono alla sopravvivenza: "Purtroppo dal ministero arrivano soltanto poche migliaia di euro all’anno - conferma Mammini - Manca oltre la metà del budget necessario ad andare avanti senza problemi".
Leonardo Biagiotti