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Milano , 09/06/2007
Ripreso il dibattito sulla Legge popolare in VII Commissione Cultura alla Camera.

di Mario Piemontese

Finalmente, a scuole ormai chiuse, il Parlamento ha deciso di occuparsi di Scuola, per il momento infatti se ne è occupato solo il Governo e i risultati devastanti sono sotto gli occhi di tutti.

La VII Commissione Cultura della Camera ha deciso che il testo base per una legge sulla Scuola di iniziativa parlamentare sarà costituito dai quattro articoli, dal 28 al 31, stralciati dal DDL Bersani, che in parte sono stati superati dal Decreto Legge Bersani art. 13, ormai legge, e in parte prevedono una delega al Governo in materia di Organi collegiali.

L'On. Titti De Simone (PRC) ha dichiarato che ritiene necessario "inserire nel testo in esame alcune disposizioni da attuare con l'inizio del prossimo anno scolastico, quali ad esempio il ripristino del tempo pieno".

Gli emendamenti al testo base potranno essere presentati entro il 12 giugno.

La VII Commissione Cultura della Camera si è occupata anche della Legge di iniziativa popolare, riprendendo l'esame del testo abbandonato il 2 maggio.

Le osservazioni principali emerse dal dibattito sono state sostanzialmente due.

1. Mancano i finanziamenti per una riforma complessiva del Sistema scolastico così come previsto dalla Legge Popolare. (Nicola Bono - AN, Emerenzio Barbieri - UDC)

2. La Legge popolare è in palese contrasto con la Legge n.62/2000 (Legge di parità scolastica) perché nel testo si fa coincidere Pubblico con Statale, escludendo così dal sistema le scuole paritarie. (Rosalba Benzoni - Ulivo, Emerenzio Barbieri - UDC, Domenico Volpini - Ulivo).

Che non si voglia investire nella Scuola è evidente a tutti. La Legge Finanziaria 2007 è molto chiara, così come altrettanto chiare sono state le precedenti finanziarie del Governo Berlusconi.

La perplessità maggiore sorge però a proposito del presunto contrasto tra la Legge popolare e la Legge di parità. Non voglio entrare nel merito: Legge di parità sì o Legge di parità no. non è questo l'ambito. Mi limito solo ad osservare quanto segue.

La Costituzione prevede all'art. 33 che "La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi".

La Costituzione prevede all'art. 117 che "Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: .... n) norme generali sull'istruzione;".

La Legge di parità prevede che le scuole paritarie per essere tali devono impegnarsi ad avere "un piano dell’offerta formativa conforme agli ordinamenti e alle disposizioni vigenti.

La Legge popolare individua un sistema di norme, così come previsto dalla Costituzione, e le scuole private che intendono essere riconosciute come paritarie devono quindi rispettare quel sistema così come previsto dalla Legge di parità.

Non ci sono dubbi, da questo punto di vista la Legge popolare è inattaccabile.

In ogni caso, a voler essere proprio puntuali, è utile ricordare che La Legge popolare termina con una frase del tipo: "è abrogata qualsiasi altra norma in contrasto con la presente legge". Qundi a questo punto l'avviso vale per tutti: se ritenete che una legge sia in contrasto con la Legge popolare, sappiate che la Legge popolare prevede l'abrogazione di quella legge. Bisogna però dimostrare che quella legge è in contrasto con la Legge popolare, niente di più.

In questo modo non voglio difendere la Legge di parità, altri la difendono non certo io, ma solo respingere un attacco infondato e del tutto pretestuoso alla Legge popolare che indubbiamente avrà dei difetti, ma sicuramente non di coerenza logica al suo interno.

La cosa più triste di tutta questa vicenda non è l'attacco gratuito alla Legge popolare, ma leggere dichiarazioni di parlamentari che citano leggi senza conoscerle e che soprattutto ignorano palesemente il contenuto del Costituzione.

Di seguito trovate le parti dei resoconti che riguardano la Scuola delle sedute della VII Commissione Cultura della Camera del 5 e 6 giugno.

Milano

Mario Piemontese


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CAMERA DEI DEPUTATI - XV LEGISLATURA
Resoconto della VII Commissione permanente
(Cultura, scienza e istruzione)

VII Commissione - Resoconto di martedì 5 giugno 2007

SEDE REFERENTE

Martedì 5 giugno 2007. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Intervengono il viceministro della pubblica istruzione Mariangela Bastico, il sottosegretario di Stato per le politiche giovanili e le attività sportive Giovanni Lolli, e il sottosegretario di Stato per le comunicazioni Luigi Vimercati.

La seduta comincia alle 10.50.

Sull'ordine dei lavori.

Alba SASSO (SDpSE) riterrebbe opportuno procedere dapprima al seguito dell'esame del disegno di legge C. 2272-ter.

Valentina APREA (FI) concorda con la proposta della collega Sasso.

Pietro FOLENA, presidente, propone quindi di procedere dapprima al seguito dell'esame del disegno di legge C. 2272-ter e quindi al prosieguo dell'esame degli altri punti all'ordine del giorno.

La Commissione concorda.

Scuola, imprese e società.
C. 2272-ter Governo e C. 2292 Aprea.
(Seguito dell'esame e rinvio - Adozione di un testo base).


La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti, rinviato, da ultimo, nella seduta del 17 maggio 2007.

Emerenzio BARBIERI (UDC), pur esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto dal relatore, non condivide i contenuti del provvedimento in esame e, in particolare, le disposizioni recate dal comma 3 dell'articolo 31 che modifica il decreto legislativo n. 226 del 2005. Rileva, infatti, che il testo non risulta coordinato con le modifiche disposte dal decreto-legge n. 7 del 2007 al decreto legislativo n. 226 del 2005, dando luogo a delle palesi incongruenze in materia di istruzione secondaria superiore e di formazione professionale. Osserva, altresì, che la lettera b), del comma 3, dell'articolo 31 reca una disposizione già contenuta al comma 1 dell'articolo 13 del decreto-legge n. 7 del 2007, che nell'articolazione del sistema dei licei non prevede il riferimento ai licei economico e tecnologico; il punto 4 della medesima lettera b) prevede una modifica del comma 8 dell'articolo 2, del decreto legislativo n. 226 del 2005, che risulta già disposta dall'articolo 13, comma 1, del decreto-legge n. 7 del 2007. Nel ritenere opportuna, infine, la presentazione di un emendamento al titolo volto ad espungere il termine «imprese», auspica che, attraverso un approfondito lavoro emendativo, si possa aggiungere l'approvazione di un provvedimento migliore dal punto di vista della tecnica legislativa e più comprensibile nei contenuti.

Nicola BONO (AN), ricordato che le disposizioni in esame sono state originate da uno stralcio degli articoli 28, 30 e 31 del cosiddetto decreto Bersani che conteneva numerose norme relative al sistema dell'istruzione, sottolinea che le disposizioni degli articoli 28 e 31 sono riproposte per intero o, in parte, superate nell'articolo 13 del decreto-legge n. 7 del 2007. Con riferimento agli articoli 29 e 30 del testo in esame, giudica incomprensibile modificare gli organi collegiali con un provvedimento di delega legislativa, ritenendo più opportuno procedere attraverso una norma di legge. Per quanto riguarda infine il fondo perequativo, osserva che tale aspetto potrebbe essere trattato in un autonomo e più armonico contesto legislativo. Conclusivamente ritiene che non vi siano le ragioni per procedere all'esame del provvedimento in titolo.

Titti DE SIMONE (RC-SE), nel condividere i rilievi formulati dal collega Barbieri, ritiene opportuno approvare un emendamento che modifichi il titolo del provvedimento. Osserva altresì che le pressanti richieste provenienti dal mondo della scuola possano essere affrontate con provvedimenti di iniziativa sia governativa sia parlamentare, individuando, di volta in volta, la procedura più opportuna. È necessario comunque tenere conto che è all'esame un disegno di legge del Governo che potrebbe far presupporre una maggiore speditezza dell'esame. Ritiene infine necessario inserire nel testo in esame alcune disposizioni da attuare con l'inizio del prossimo anno scolastico, quali ad esempio il ripristino del tempo pieno. Riterrebbe inoltre opportuno coordinare il provvedimento in esame con quello sul quale è relatore, la proposta di legge C. 1278 e abbinate, eventualmente dopo la costituzione di un Comitato ristretto che approfondisca l'esame di queste ultime proposte anche attraverso lo svolgimento di audizioni.

Alba SASSO (SDpSE), relatore, intervenendo in sede di replica, conviene sulla necessità di procedere ad un coordinamento del testo in esame con la normativa vigente, anche modificando conseguentemente il titolo del provvedimento come suggerito dal collega Barbieri. Nel riconoscere che taluni criteri di delega non appaiono convincenti, ricorda tuttavia che gli attuali organi collegiali nel 1974 furono istituiti attraverso decreti delegati. Riterrebbe opportuno in ogni caso adottare quale testo base per il prosieguo dell'esame il disegno di legge C. 2272-ter.

Valentina APREA (FI) ritiene che la proposta del relatore non sia percorribile in quanto il Governo dovrebbe presentare un nuovo disegno di legge sulla materia. In alternativa si potrebbe procedere alla costituzione di un Comitato ristretto che approfondisca i progetti di legge in esame, anche al fine della definizione di un nuovo testo base che definisca in particolare una nuova disciplina in materia di organi collegiali.

Nicola BONO (AN) precisa che il percorso parlamentare dei provvedimenti è favorito dalla volontà dei gruppi e non dalla presentazione di disegni di legge governativi. Rileva altresì che appare poco comprensibile mantenere due provvedimenti autonomi, uno di iniziativa governativa, come quello in esame, e l'altro parlamentare, la proposta di legge C. 1278 e abbinate, vertenti sulla materia della scuola.

Alba SASSO (SDpSE), relatore, ribadisce l'opportunità di adottare quale testo base per il prosieguo dell'esame il disegno di legge C. 2272-ter, dichiarandosi fin d'ora disponibile a valutare eventuali proposte emendative volte a migliorarne il contenuto e a coordinarlo con la normativa vigente.

Valentina APREA (FI) ritiene necessario che il Governo chiarisca se intende modificare un progetto di legge di cui è autore.

Domenico VOLPINI (Ulivo) ritiene che il provvedimento in esame potrebbe essere modificato con l'approvazione di emendamenti, anche prevedendo interventi relativi agli insegnanti precari di lungo corso che non abbiano presentato in tempo domanda di immissione nelle graduatorie.

Pietro FOLENA (RC-SE) ricorda che eventuali proposte di modifica potranno essere senz'altro presentate in coerenza con la materia oggetto del provvedimento in esame, riguardante l'istruzione tecnico professionale, la ridefinizione delle funzioni degli organi collegiali, delle istituzioni scolastiche e l'istituzione di un fondo perequativo nello stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione.

Il viceministro Mariangela BASTICO, intervenendo in sede di replica, dichiara di condividere la proposta della relatrice di adottare il provvedimento C. 2272-ter, quale testo base per il prosieguo dell'esame. Si dichiara in ogni caso favorevole ad una riformulazione degli articoli 28 e 31 che tenga conto della normativa vigente, successivamente intervenuta. Osserva altresì che, per quanto riguarda la ridefinizione della materia degli organi collegiali, di cui all'articolo 29, il Governo preferirebbe un provvedimento di iniziativa parlamentare, senza necessariamente prevedere una delega legislativa. Sottolinea tuttavia che vi è necessità di procedere tempestivamente sulla questione degli organi collegiali, che ormai da tempo necessita di un aggiornamento legislativo. Concorda infine sull'opportunità di coordinare il titolo del provvedimento in coerenza con le eventuali modifiche che verranno apportate.

Valentina APREA (FI) riterrebbe opportuno che la presidenza della Commissione verifichi la congruità delle proposte emendative che eventualmente saranno presentate, anche allo scopo di evitare che sia stravolto il contenuto del provvedimento in esame.

Pietro FOLENA, presidente, precisa che come sempre la presidenza della Commissione valuterà la congruità degli emendamenti che saranno eventualmente presentati, in relazione alla materia del provvedimento.
Propone quindi di adottare quale testo base per il prosieguo dell'esame il disegno di legge C. 2272-ter.

La Commissione concorda.


Nicola BONO (AN) avrebbe ritenuto comunque più ragionevole procedere alla costituzione di un Comitato ristretto ai fini della definizione di un nuovo testo.

Pietro FOLENA, presidente, avverte che il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato alle ore 17 di martedì 12 giugno 2007.
Nessuno chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta, sospesa alle 11.55, è ripresa alle 14.05.

Norme generali sul sistema educativo di istruzione statale nella scuola di base e nella scuola superiore. Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di nidi d'infanzia.
C. 1278 Garagnani, C. 1299 Diliberto e C. 1600 di iniziativa popolare.

(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame dei progetti di legge all'ordine del giorno, rinviato, da ultimo, nella seduta del 2 maggio 2007.

Titti DE SIMONE (RC-SE), relatore, riterrebbe opportuno completare l'esame delle proposte di legge in titolo con lo svolgimento di un ciclo di audizioni nell'ambito del Comitato ristretto.

Nicola BONO (AN), prima di procedere ulteriormente nell'esame del testo, riterrebbe opportuno che il Governo chiarisse la propria posizione sui provvedimenti in esame.

Pietro FOLENA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

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VII Commissione - Resoconto di mercoledì 6 giugno 2007

SEDE REFERENTE

Mercoledì 6 giugno 2007. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA, indi del vicepresidente Alba SASSO. - Intervengono il sottosegretario per l'università e la ricerca Nando Dalla Chiesa, il viceministro della pubblica istruzione Mariangela Bastico e il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Andrea Marcucci.

La seduta comincia alle 14.30.

Norme generali sul sistema educativo di istruzione statale nella scuola di base e nella scuola superiore. Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di nidi d'infanzia.
C. 1278 Garagnani, C. 1299 Diliberto e C. 1600 di iniziativa popolare.

(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame dei progetti di legge all'ordine del giorno, rinviato, da ultimo, nella seduta del 5 giugno 2007.

Emerenzio BARBIERI (UDC) prospetta l'opportunità di procedere ad una indagine conoscitiva sulla materia oggetto delle proposte di legge in esame, piuttosto che alla costituzione di un Comitato ristretto nell'ambito del quale prevedere un ciclo di audizioni.

Pietro FOLENA, presidente, sottolinea che la proposta del deputato Barbieri potrà essere valutata nella prossima riunione dell'ufficio di presidenza, intergrato dai rappresentanti dei gruppi.

Fabio GARAGNANI (FI) stigmatizza il comportamento scorretto di alcuni deputati della maggioranza e dell'opposizione che propongono strumentalmente di procedere ad un'indagine conoscitiva per rinviare sine die l'esame dei provvedimenti in titolo. Non condivide quindi la proposta del collega Barbieri.

Titti DE SIMONE (RC-SE), relatore, riterrebbe opportuno approfondire l'esame delle proposte di legge in titolo, anche in relazione a quanto già evidenziato in relazione al disegno di legge C. 2272-ter in corso di esame da parte della Commissione, ribadendo l'esigenza di costituire un Comitato ristretto nell'ambito del quale svolgere un ciclo di audizioni.

Nicola BONO (AN) dichiara di non essere aprioristicamente contrario ad un'indagine conoscitiva, pur ritenendo opportuno che il rappresentante del Governo chiarisca la sua posizione sulle proposte di legge in esame, con particolare riferimento al tema delle risorse che possono essere destinate alla loro attuazione.

Alba SASSO (SDpSE) ritiene che la proposta del relatore risponda alla necessità di tenere conto delle esigenze reali rappresentate dai soggetti interessati dai provvedimenti in esame.

Pietro FOLENA, presidente, osserva che il Governo potrebbe comunque chiarire la sua posizione sul merito dei provvedimenti in titolo, anche in sede di Comitato ristretto.

Nicola BONO (AN), intervenendo sul merito del provvedimento, ribadisce che le proposte di legge C. 1999 Diliberto e C. 1600 di iniziativa popolare sono del tutto inconciliabili con la proposta C. 1278 Garagnani, aggiungendo che la relazione svolta dalla collega De Simone non dimostra in alcun modo come le stesse possano essere ricondotte ad unità. Ritiene inoltre che, prima ancora di nominare un Comitato ristretto, il Governo debba esprimere la sua posizione riguardo ai progetti di legge in esame, rischiandosi altrimenti di perdere tempo in esercitazioni dialettiche del tutto prive di effetti. Sottolinea, altresì, che la proposta di legge C. 1600 risulta astrattamente vasta, onerosa e radicalmente innovativa rispetto all'attuale assetto normativo in materia di istruzione secondaria; la sua attuazione, ammesso che il suo impianto sia condiviso dalle forze di maggioranza, comporterebbe un enorme stanziamento di risorse finanziarie. Si dichiara quindi nettamente contrario al fine che persegue la proposta di legge di iniziativa popolare che è, in ultima analisi, la demolizione della cosiddetta riforma Moratti, pur condividendone alcuni aspetti, quali la riduzione degli alunni per classe, il rafforzamento degli organici e dell'apparato educativo sin dalle scuole dell'infanzia.

Per quanto riguarda la proposta di legge C. 1299 Diliberto, ritiene inaccettabile la copertura finanziaria in essa prevista che fa ricorso ad un aumento dell'imposizione fiscale. Ritiene in questo senso più condivisibile la proposta di legge C. 1278 che rappresenta un virtuoso completamento della riforma Moratti, puntando ad ampliarne i contenuti attraverso opportuni interventi, quali il diritto allo studio garantito dalla Costituzione che viene coniugato con la libertà di scelta dei cittadini tra il sistema pubblico-statale e quello pubblico-parificato.

Lamenta, infine, che il più grande insuccesso della scuola italiana, costantemente vilipesa da oltre trent'anni, consiste nella sua incapacità di consentire ai cittadini italiani la possibilità di cambiare la classe sociale di provenienza e che tale aspetto appare peggiore del fatto che il livello di istruzione dei ragazzi italiani risulta tra i più bassi a livello europeo. Ribadisce, infine, la necessità di conoscere la posizione del Governo sulle proposte di legge in titolo, aggiungendo che sul disegno di legge C. 2272-ter sarebbe stato opportuno nominare un Comitato ristretto, piuttosto che adottare un testo base privo di contenuti reali.

Domenico VOLPINI (Ulivo) sottolinea che la proposta C. 1600 di iniziativa popolare è ispirata a un'impostazione precedente non solo alla cosiddetta riforma Moratti, ma anche a quella Berlinguer e non può registrare in alcun modo il consenso di tutte le forze della maggioranza, una parte della quale non condivide né la lettera, né lo spirito del provvedimento. Ritiene, altresì, che non sia perseguibile la proposta di procedere alla nomina di un Comitato ristretto e che il Governo dovrebbe presentare un suo testo sulle norme generali del sistema educativo.

Rosalba BENZONI (Ulivo) osserva che la proposta di legge C. 1600 ha il merito di rimettere in campo una riflessione complessiva sul sistema scolastico, ma identifica in maniera del tutto incongrua la scuola pubblica con la scuola statale facendo arretrare l'istruzione di base e superiore ad uno stadio precedente alle importanti riforme che hanno interessato il settore nell'ultimo decennio. Rileva quindi la difficoltà di confrontare progetti di legge con impostazioni così diverse, ritenendo opportuno che il Governo esprima la sua posizione al riguardo.

Il viceministro Mariangela BASTICO sottolinea che la Commissione ha già compiuto la scelta di calendarizzare tre proposte di legge sulle norme generali in materia di istruzione che non sono di iniziativa governativa. Precisa in ogni caso che il Governo non ha alcuna intenzione di presentare un disegno di legge di riforma generale dell'ordinamento scolastico, evidenziando che il disegno di legge C. 2272-ter, attualmente all'esame della Commissione, reca alcune specifiche norme di funzionamento del sistema scolastico che andrebbero valutate opportunamente.

Nicola BONO (AN), nel prendere atto delle dichiarazioni del viceministro Bastico, sottolinea che il rappresentante del Governo non ha comunque chiarito i profili relativi alla copertura finanziaria dei provvedimenti in titolo.

Emerenzio BARBIERI (UDC), nel constatare una frattura interna alle forze di maggioranza sulla materia scolastica, sottolinea che le proposte di legge in esame sono fra loro inconciliabili e che è, pertanto, necessario conoscere l'orientamento del Governo al riguardo. Rileva che la proposta C. 1600 identifica il sistema educativo con quello statale, mentre la legge n. 62 del 2000 stabilisce che il sistema nazionale dell'istruzione è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie e parificate. Sottolinea, altresì, che la suddetta proposta, all'articolo 25, fa riferimento a disposizioni di tipo regolamentare per stabilire le modalità del passaggio tra indirizzi ed aree diverse della scuola superiore, mentre tale materia dovrebbe essere efinita con disposizioni di legge. Stigmatizza, in ogni caso, il fatto che nel testo di iniziativa popolare non si faccia alcun riferimento alla copertura finanziaria. Ricorda d'altra parte a questo proposito che lo stesso Ministro Fioroni, più volte audito dalla Commissione cultura, ha sempre precisato che mancano le risorse necessarie a realizzare la riforma strutturale del sistema scolastico.
Si dichiara, infine, nettamente contrario alla nomina di un Comitato ristretto che dovrebbe approfondire i tre progetti di legge, tra loro assolutamente inconciliabili.

Valentina APREA (FI) osserva che le dichiarazioni testé rese dal rappresentante del Governo costituiscono un forte deterrente a procedere ad una riforma delle norme generali del sistema di istruzione. In questo senso, ritiene si possa proseguire l'esame in Comitato ristretto al solo fine di svolgere un ciclo di audizioni.

Alba SASSO, presidente, ribadisce che la questione potrà essere affrontata nella prossima riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.

Nicola BONO (AN) ritiene in ogni caso opportuno delimitare preventivamente gli argomenti su cui si svolgeranno le audizioni.

Domenico VOLPINI (Ulivo) ribadisce l'esigenza che il rappresentante del Governo chiarisca se condivide la proposta di legge C. 1600 che identifica il sistema educativo con l'istruzione statale, in palese contrasto con quanto stabilito dalla legge n. 62 del 2000.

Fabio GARAGNANI (FI) tiene a precisare che la proposta di legge da lui presentata è stata aspramente contrastata nella passata legislatura dai deputati del gruppo della Margherita. Non vorrebbe che un analogo ostruzionismo preconcetto fosse perpetrato anche nel corso della legislatura in corso.

Alba SASSO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

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Se ne riparla il 12 giugno.








TRIBUNA
Bologna, 02/09/2010
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Bologna, 02/09/2010
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Italia, 01/09/2010
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MANIAGO (PORDENONE), 01/09/2010
di V.P.

Italia, 01/09/2010
di V.P.

Italia, 01/09/2010
di V.P.

Roma, 31/08/2010
di Coordinamento dei lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma

Milano, 31/08/2010
di V.P.

Roma, 31/08/2010
di FLC CGIL Nazionale