
Perché siamo qui oggi
Qualcuno di noi alla notizia sulla decisione di unire le due manifestazioni ha espresso delle perplessità: ...hanno obiettivi e tematiche diverse. Non è detto che chi vuol protestare contro la riforma della scuola, voglia allo stesso modo protestare contro la guerra. Unendole diamo per scontato che i partecipanti siano favorevoli ad entrambe….
Noi pensiamo che non si costruisce una società di pace senza una buona scuola
Quando pensiamo ad una buona scuola immaginiamo un luogo che aiuti a pensare, a crescere, che si dia gli spazi e tempi per fare esperienze di democrazia, programmando momenti intenzionali per vivere la partecipazione, il confronto, il conflitto leale che non annienta l’avversario.
Quando pensiamo ad una buona scuola immaginiamo che le sue finalità siano quelle di educare a diventare dei cittadini e delle cittadine del mondo prima ancora che impiegate, operai, bancari, scienziati, ...
Quando pensiamo ad una buona scuola immaginiamo uno scambio di esperienze, saperi, conoscenze, veicolate dalla curiosità, dal rispetto reciproco, dalla valorizzazione delle differenze.
Quando pensiamo ad una buona scuola immaginiamo che possa dare scarpe per camminare in un sogno che duri tutta la vita, un sogno per cui valga la pena di spendere una vita.
Quando pensiamo ad una buona scuola, immaginiamo che i suoi maestri e le sue maestre credano in un mondo migliore e che siano così bravi da trasmetterlo ai loro alunni e alle loro alunne
Ecco perchè quando pensiamo ad una buona scuola non possiamo fare a meno di pensare alla pace.
Ed è per questo tipo di scuola che scendiamo in piazza contro la Moratti.
Nella “sua” scuola, nei “suoi programmi” , nei suoi “obiettivi di apprendimento alla convivenza civile” manca ogni riferimento all’ educazione alla democrazia, all’uguaglianza, all’educazione interculturale, alla mondialità, allo sviluppo e alle pari opportunità.
E manca ogni riferimento all’educazione alla pace.
Scuola e Pace parlano la stessa lingua: parlano di pazienza, di tenacia, di fatica, di sfida, di fiducia. Parlano di speranza.
Perché chi si occupa di futuro non può fare a meno di vivere la speranza.
Io sono qui, molti di noi sono qui perchè
la nostra speranza è quella in un mondo dove scuola e pace camminino tenendosi per mano, a testa alta, fianco a fianco.