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Roma , 16/11/2004
Discorso di Costanza tenuto dal palco di Roma il 15/11/04

di Costanza di Napoli

Io sono una mamma, di Napoli. Tutti sapete che Napoli sta attraversando un momento difficilissimo, che lo stesso Presidente Ciampi venerdi scorso ha lanciato un accorato appello per i ragazzi di Napoli; ed io, da mamma, vi racconto la storia di uno di questi ragazzi: nato nei Quartieri Spagnoli, padre in carcere, madre senza lavoro, aveva due alternative: restando cittadino italiano, sarebbe andato a lavorare sin da piccolo, sottopagato, in nero, forse vittima di uno dei tanti incidenti sul lavoro; e poi, divenuto più grande, avrebbe preso ogni domenica sera un treno per il nord, per un’emigrazione interna sommersa e sconosciuta agli italiani stessi. Sono tanti i giovani del sud, senza una raccomandazione o una qualifica, di nuovo costretti all’emigrazione, come un tempo i loro bisnonni e oggi gli extracomunitari. Altra possibilità era prendere la cittadinanza del contro-stato, la camorra: soldi facili, galera, droga, latitanza, e spesso morte precoce. Oppure poteva ribellarsi. La ribellione di Sasà si è concretizzata attraverso lo studio; tenacemente ha raggiunto un diploma professionale, ora è all’università. Cosa sta salvando questo ragazzo, oltre il suo impegno e l’intelligenza di una madre che ha fatto l’impossibile pur di farlo studiare? Lo sta salvando la scuola pubblica, anche se con i banchi rotti, le grate alle finestre contro i ladri, i doppi, a volte tripli turni, la carenza cronica di fondi per cui a Napoli le scuole a tempo pieno, che potrebbero togliere tantissimi ragazzi dalla strada, sono pochissime. Nonostante tutto, la scuola può funzionare: ho visto insegnanti lottare unghie e denti contro il proprio dirigente per affermare il diritto di ‘farsi un mazzo tanto’. Non certo per guadagno! Ma si sa che anche la più grande delle passioni muore se non viene alimentata, o almeno se non viene sostenuta dal rispetto, e quale rispetto si può sperare, se il governo taglia 14.000 insegnanti e non si ricorda di avvertire il Ministro dell’Istruzione?
Il presidente Ciampi ha chiesto d salvare i ragazzi napoletani; li si salva formando coscienza e professionalità, li si salva attraverso la scuola pubblica. Diminuire oggi gli insegnanti aumenterà un domani solo le guardie carcerarie. Non è un caso che il Consiglio comunale di Napoli abbia votato un ordine del giorno nel quale si dice molto preoccupato per le conseguenze che la ‘riforma Moratti’ può avere proprio sulla città di Napoli.
E pensare che quando si cominciò a parlare di una riforma io ero quasi contenta: forse avremo più aule, più insegnanti, fors’anche un cortile e libri e banchi..forse avremo ...Poi alla fine ho scoperto che ci levavano anche quello che già avevamo.
Mi sono guardata intorno: in tutta Italia c’erano tanti genitori, insegnanti, studenti, CITTADINI, che stavano lottando per una cosa sola, per un DIRITTO FONDAMENTALE, il Diritto all’Istruzione. E così mi sono collegata con il movimento che da due anni a questa parte lotta contro la riforma Moratti.

E analizzando legge 53 e decreti attuativi ho scoperto che

QUESTA LEGGE DI RIFORMA DELLA SCUOLA NON E’ EMENDABILE!
Non lo è perché sbagliati sono i principi che ne stanno alla base e sbagliato è il modo con cui si è arrivati a formularla.
La scuola pubblica che ha permesso a Saà di coltivar una speranza è retta da principi solidi e ben definiti: “La Costituzione della Repubblica italiana chiama solennemente a rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono alla istruzione pubblica di raggiungere, non a parole ma nei fatti, tutti e ciascun ragazzo, in modo da promuoverne la effettiva cittadinanza” Non sono parole mie, sono parole dei maestri di strada, che a Napoli da anni vanno operando per recuperare i borderline, e che il presidente Ciampi ha ampiamente e pubblicamente elogiato non più tardi di sabato.
Ma questi non sono i principi alla base della legge 53, per la quale la scuola è un business, un’azienda dove il più forte va vanati, il più debole viene abbandonato
Una scuola-azienda avrebbe tolto a Sasà ance la speranza; ed è per mantenere questa speranza che
IO, INSIEME A MILIONI DI ALTRE PERSONE, CHIEDO
L'ABROGAZIONE DELLA LEGGE 53, IL RITIRO DEL DECRETO 59 E IL BLOCCO DI TUTTI I DECRETI CHE SONO IN DISCUSSIONE.
Questa è la prima cosa da fare. Dopo, solo dopo, si potrà, e si dovrà, riaprire una discussione democratica che investa il mondo della scuola, il mondo della cultura, tutti i cittadini.
PERCHÉ LA SCUOLA RIGUARDA TUTTI. È DI TUTTI ED È PER TUTTI!!!
I miei figli, i miei nipoti, a scuola ci vanno e ci andranno, e non potrà che essere là che faranno le prime prove di cittadinanza. Della scuola che loro troveranno, noi come adulti siamo responsabili. Non possiamo sottrarci a questa responsabilità; non possiamo farlo neppure se il mondo che consegniamo ai giovani è un mondo che non ci piace.
In questi due anni in cui il ministro ha tentato di attuare il suo progetto di scuola,

LA SCUOLA HA RISPOSTO CON UN NO! HA RESISTITO!
Siamo riusciti ad organizzare la protesta facendo centinaia di assemblee con i genitori, con gli insegnanti, ed abbiamo fermato la riforma. Questo il ministro non se lo aspettava. Certamente pensava che prima o poi avremmo accettato, chinato il capo.
NON È STATO COSÌ!
Questo è un risultato, ma siamo ancora lontani dai nostri obiettivi. La speranza che viene dalla giornata di oggi dà la forza di continuare a lottare fino al ritiro della Legge 53 e dei suoi Decreti, per realizzare la scuola che vogliamo per i bambini italiani.
Nelle scuole ora ci sono situazioni molto diversificate, anche molto lontane le une dalle altre. Da scuole in cui non si è fatto nulla a scuole in cui già si parla di tutor o di portfolio.
Però, dove il movimento è stato presente in maniera significativa la riforma non c'è, anche se è stato necessario lottare contro tentativi subdoli di dirigenti impauriti.
Lo sciopero di oggi permette di guardare all'orizzonte con un po' più di ottimismo, permette di dare energia a questa resistenza lunga e difficile.
Resistenza che ora si fa più aspra perché ogni giorno si deve lottare contro i tentativi di avviare pezzi di riforma. Mi riferisco in particolare al tutor e al portfolio.
NO ALL'ISTITUZIONE DELLA FIGURA DEL TUTOR!
È' un no radicale, un no che non lascia spazio alcuno a possibili rivisitazioni di una figura che è il perno stesso della riforma.
Il tutor, di fatto, è l'interprete di una scuola che si è impoverita, una scuola che non assume tra i suoi scopi la funzione sociale, una scuola che risponde a domande individuali anzichè farsi carico dei bisogni educativi, culturali e sociali delle giovani generazioni.
NO AL PORTFOLIO!
Il portfolio, simbolo dei piani personalizzati, insieme al tutor veicola i principi delle riforma.
QUESTI PRINCIPI SONO PER NOI INACCETTABILI!
Nel dire questi NO ribadisco anche l'indignazione per i continui tagli che impoveriscono, una scuola già povera, che la privano degli strumenti essenziali per garantire la qualità della didattica.
NO AI TAGLI DELLE RISORSE FINANZIARIE ALLA SCUOLA PUBBLICA




perché sottraggono risorse irrinunciabili
NELLE NOSTRE SCUOLE MANCA L'INDISPENSABILE!
L'indispensabile a scuola sono gli insegnanti, sono le ore di compresenza, sono i collaboratori scolastici, sono i materiali didattici, i libri, i computer, sono i banchi, le seggiole, l'igiene e la sicurezza stessa degli edifici scolastici.
Tanti, tantissimi cittadini sono inoltre indignati come me per il comportamento BRUTALE che questo governo e questa riforma stanno assumendo nei confronti dell'integrazione scolastica di tutti gli alunni in situazione di svantaggio, dagli alunni in situazione di handicap agli alunni figli di migranti. In entrambi i casi stiamo assistendo ad un taglio delle risorse che impedisce alle scuole di dare attuazione a quei percorsi di integrazione che hanno rappresentato in passato un fiore all'occhiello della nostra scuola pubblica. Ma l'integrazione è qualcosa che non si raggiunge mai, bisogna farla giorno dopo giorno, e per questo servono gli strumenti. Il taglio degli insegnanti di sostegno, a fronte di un aumento degli allievi in situazione di handicap, ci fa gridare una parola sola a questo ministro e a questo governo:
VERGOGNA!!!
In nome di un bieco calcolo di cassa avete deciso di speculare su coloro che ne hanno più bisogno; ancora una volta
VERGOGNA!!!
La Scuola è il futuro, ed il futuro del paese non è un peso da cui alleggerirsi
Dimenticavo: OSANO CHIAMARLA LIBERTÁ!
E dove sta la mia libertà? Forse nello scegliere tra piani dell'offerta formativa ridotti all'osso dai tagli dei finanziamenti e degli organici? Forse nella cancellazione dell'obbligo scolastico, sostituito da questa beffa del diritto-dovere, che di fatto imporrà a ragazzini di 13 anni di scegliere tra licei e formazione professionale?
O forse la libertà consisterà nel fatto che alla scuola della cooperazione si sostituirà la scuola della competizione, oscillante tra il culto dell'eccellenza e l'addestramento precoce alla precarietà del mondo lavorativo?
La libertà è il portfolio? La conseguenza diretta del portfolio alle elementari sarà la perdita del valore legale dei titoli di studio alle superiori, sostituiti da certificati di competenze che chiunque potrà rilasciare, enti di formazione e aziende private alla pari delle scuole.
La libertà è la regionalizzazione? In ogni regione ci ritroveremo sistemi scolastici differenti: l'unico standard nazionale sarà fornito dai test dell'INVALSI che ridurranno il sapere a sterile nozionismo ed impediranno la formazione di solide conoscenze di base e di una coscienza critica ed autonoma negli studenti, uniche garanzie per poter esercitare consapevolmente le proprie scelte di individui, di cittadini e di lavoratori.
NO A QUESTO ATTACCO AL DIRITTO AL SAPERE E ALLA CONOSCENZA!
NO ALL'ASSERVIMENTO DELLA SCUOLA AL MONDO DEL LAVORO E ALLA LOGICA DEL PROFITTO!
Ma il movimento che da più di due anni resiste strenuamente, pur nella salvaguardia della sua autonomia, ha bisogno di sostegno, ha bisogno di alleati. Occorre che tutto il paese si faccia carico di questa lotta di resistenza. Occorre promuovere un percorso che porti tutti i cittadini, tutti i lavoratori, a farsi carico della difesa della scuola pubblica, che è un bene di tutti e per tutti e in cui risiedono le fondamenta del futuro del nostro paese.

ABROGAZIONE DELLA LEGGE 53, RITIRO DEL DECRETO 59 E DI TUTTI I DECRETI FUTURI AD ESSA COLLEGATI!
Stanno distruggendo la scuola pubblica, lo scempio è sotto gli occhi di tutti; in nome del futuro mio e dei miei figli, in nome del futuro di tutti i bambini italiani,
HO IL DOVERE MORALE DI IMPEDIRE CHE QUESTO SCEMPIO SI COMPIA
Salvare la Scuola publica è necessario, migliorarla è possibile.Quindi,
IO NON MI FERMO

E voi?


E allora, c’è un’unica parola possibile

ABROGAZIONE




TRIBUNA
Bologna, 02/09/2010
di Marco Barone

Bologna, 02/09/2010
di Marco Barone

Roma, 02/09/2010
di Vito Meloni

Bologna, 02/09/2010
di Orazio Sturniolo

, 02/09/2010
di COMIT.DOCENTI ED ATA SALERNO

Italia, 02/09/2010
di V.P.

Bologna, 02/09/2010
di precariscuola bologna

Milano, 02/09/2010
di Movimento Scuola Precaria - CPS Milano

Italia, 02/09/2010
di V.P.

Vergato (Bo), 02/09/2010
di Enza Lasaracina

Milano, 01/09/2010
di fabio

caselle, 01/09/2010
di barbara

Bologna, 01/09/2010
di Marco Barone

Italia, 01/09/2010
di V.P.

MANIAGO (PORDENONE), 01/09/2010
di V.P.

Italia, 01/09/2010
di V.P.

Italia, 01/09/2010
di V.P.

Roma, 31/08/2010
di Coordinamento dei lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma

Milano, 31/08/2010
di V.P.

Roma, 31/08/2010
di FLC CGIL Nazionale