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, 22/02/2004
COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI A RETESCUOLE

di COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI STUDENTESCHI

Cari maestr, insegnat,genitor e bambin, ora dopo la sorprendente giornata del 14 ci troviamo tutti quanti a camminare assieme sulla stessa strada, ci troviamo a dover percorrere assieme quel sentiero che porta a quell’altro mondo possibile in cui la scuola che immaginiamo è parte costituente di una società più giusta. Purtroppo non sarà una strada facile e nel percorso tenteranno di ostacolarci diverse volte, e le prime sono già visibili a tutti. La riforma inizia a farsi sentire e oltre all’abolizione del tempo pieno ora promuove stage di formazione lavorativa nelle catene di negozi come BRICO center o nelle scuole d’infanzia a seconda dell’indirizzo scelto, sostengono che facciano parte di una formazione culturale più ampia ed efficace ma noi sappiamo che sono solo un modo per celare il chiaro obbiettivo di questa riforma: -scuola +lavoro –saperi +precarietà.

Fanno lavorare studenti gratis con la scusa di inserirli nel mondo del lavoro e le rispettive aziende finanziano laboratori sponsorizzati per farsi pubblicità.

L’abbassamento dell’obbligo scolastico poi è un altro chiaro segno della regressione che caratterizza la nostra scuola, infatti rendere legale l’abbandono scolastico dopo la licenza media significa solo gettare nel mondo del lavoro ragazzi di famiglie con poche possibilità di mantenere gli studi, si tratta di creare una scuola d’elite che rispecchia perfettamente la gestione escludente che il governo ha di questo paese.

La concezione dell’istruzione come titolo in più da sfoggiare e da vendere diventa più importante della crescita interiore e intellettuale dello studente e crea insoddisfazione e infelicità, caratteristiche fondamentali per rassegnarsi poi allo stato di precarietà che caratterizza le nostre vite. La riforma degli organi collegiali poi rende sempre più formale il rapporto tra studente e docente, il sovraffollamento e la mancanza di sovvenzioni rendono l’insegnamento difficile e troppo spesso si sviluppano dinamiche di conflitto tra studenti e professori anche dove non sarebbe necessario.

Vengono dati 6 in condotta a chi porta avanti nelle scuole la lotta contro la riforma, vengono bocciati studenti con un reddito sufficiente solo a causa del loro comportamento, riteniamo vergognosa questa ondata di repressione nelle scuole che mira solo a intimidire chi si oppone alla riforma. Repressione che si manifesta anche a livello di polizia e processi, infatti il due marzo saranno processati a Genova i 26 imputati per i fatti di via Tolemaide e piazza Alimonda. E’ un ostacolo che va superato insieme per creare anche nelle nostre coscienze quel concetto collettivo di giustizia che esclude tassativamente la repressione su chi lotta per un mondo migliore.

Pensiamo che l’unità tra studenti professori e genitori possa, oltre che creare un’analisi e una forza d’impatto maggiore, fungere anche da deterrente contro sospensioni e licenziamenti che invece di abbattersi sugli individui, dovranno vedersela con una moltitudine eterogenea di persone.

Gli zapatisti insegnano che si può camminare domandando ed è proprio questo che abbiamo intenzione di fare, questo percorso va condiviso il più possibile ed è fondamentale continuare a parlare e portare avanti quel concetto di contaminazione culturale che può allargare oltre che le nostre analisi anche le nostre pratiche. Ora la prima domanda da porci è “Come fermare questa riforma prima che possa iniziare nella sua produzione di individui incapaci di ribellarsi?” e anche “come farlo insieme?”ci troviamo a dover agire prima che questa riforma ci tolga tutti gli spazi di libertà che ci eravamo conquistati. E’ una questione di necessità e ci fa ridere chi tappezza questa città con cartelloni che recitano “cercasi amanti della politica per passione” perché noi purtroppo la passione ce la siamo lasciati alle spalle e il nostro agire politico è dettato dalla sopravvivenza, dalla necessità di ribellarsi ad un sistema che ci vorrebbe mettere a tacere e a produrre per lui.

Con la speranza che questo dialogo non si estingua, e che le nostre strade, nonostante i ripetuti tentativi di criminalizzazione e spartizione di un movimento troppo scomodo, rimangano unite ancora per un bel pezzo e ci portino lontano.



Sabato 21 febbraio 2004

DA UN LUOGO INDIFFERENTE. ITALIA, EUROPA, PIANETA TERRA

All’epoca della guerra globale permanente, della devastazione neoliberista e dell’insurrezione moltitudinaria.
COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI STUDENTESCHI
INFO 3391629912 - 3402246785 - WWW.CANTIERE.ORG - WWW.GLOBALRADIO.IT


UNA RISPOSTA AGLI OPINIONISTI DI TreeLLLe
CHI SONO I PRECARI
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