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Milano , 06/12/2003
Lettera aperta agli studenti del Liceo Bottoni

di Paola Mastellaro






LETTERA APERTA AGLI STUDENTI

Gli insegnanti del Liceo Bottoni, sin dal mese di giugno, si stanno mobilitando contro una serie di provvedimenti che danneggiano la scuola pubblica.
La Legge Finanziaria del 2003 presentava un articolo apparentemente innocuo (il 35) in cui si ribadiva che le cattedre degli insegnanti devono essere di 18 ore. Questo però ha avuto effetti disastrosi sulla formazione delle cattedre:

- prima le cattedre erano composte sulla base degli "ordinamenti" (leggi istitutive dei singoli corsi di studi) ed erano funzionali ai corsi. Ogni insegnante seguiva le classi per il percorso previsto (per esempio lettere e matematica per tutto il biennio o per il triennio, lingue o disegno per il quinquennio) indipendentemente dal numero di ore totale trascorso in classe. Ciascun docente lavorava comunque 18 ore, dedicandosi eventualmente nelle ore "buche" a supplenze, assistenza ai non avvalentisi, corsi di italiano per stranieri…
- ora le cattedre sono composte solo sulla base del criterio di assegnare a ciascuno 18 ore in classe ad ogni costo.

Questo crea effetti perversi e paradossali:

a) le cattedre verticali (come quelle delle lingue straniere) saranno smembrate poiché la somma delle ore effettuate dal docente nelle cinque classi è 17.
Il rischio per gli studenti sarà quello di cambiare più volte l’insegnante nell’arco del quinquennio. Per impostare un lavoro serio e proficuo non si possono, di anno in anno, combinare le ore di insegnamento nelle classi come le tessere di un puzzle, al solo fine di comporre un totale che dia 18!

b) per comporre cattedre a 18 ore si assegnano a due docenti diversi gli insegnamenti di quelle materie affini che fino ad ora erano affidate al medesimo insegnante (ad esempio filosofia e storia, fisica e matematica..). Già da quest'anno abbiamo visto che per queste materie si è avuto questo smembramento delle discipline. Bisogna però anche considerare che nei prossimi anni scolastici non sarà sempre possibile mantenere i docenti con cui ogni classe ha iniziato il suo lavoro. Per esempio per storia e filosofia si avranno due docenti in terza, e poi forse altri due in quarta e , per assurdo, altri due in quinta, se per ragioni di somme di ore il Preside sarà costretto a non mantenere la continuità didattica.

c) Le 18 ore di presenza diretta in classe ha anche comportato una drastica riduzione delle ore a disposizione che non ci permette di garantire la sostituzione di docenti assenti, col rischio di lasciare minorenni privi anche della semplice vigilanza.


d) La mancanza di "ore a disposizione" rende difficile organizzare uscite al mattino, visto che l'assenza anche solo di un paio di docenti comporta che varie classi risultino scoperte

e) la mancanza di ore "libere" rende impossibile l'organizzazione di attività didattiche integrative, come corsi di recupero in orario mattutino, corsi di italiano per stranieri, attività di interclasse, con una forte penalizzazione degli studenti in difficoltà.

Questo provvedimento mina la qualità dell'insegnamento
Questo provvedimento compromette la capacità progettuale della scuola
Questo provvedimento diminuisce la libertà di insegnamento
Questo provvedimento penalizza le fasce più deboli dei nostri studenti
Questo provvedimento trasforma gli studenti in "fruitori di servizi"
Questo provvedimento toglie gli studenti dal ruolo di protagonisti della propria formazione

Tutto ciò in un contesto, dettato dalla Finanziaria, di tagli di spesa nella Pubblica Istruzione che ha comportato l’eliminazione di finanziamenti per molte attività extracurricolari, per il recupero, la multimedialità, l'innovazione didattica, l'alfabetizzazione degli stranieri, l'insegnamento delle lingue straniere.
Stiamo assistendo alla distruzione della scuola pubblica da parte dello stato.
Alla luce di tutto ciò, l’assemblea sindacale dei docenti ha deciso di mobilitarsi in difesa della scuola pubblica.

Le forme di protesta che abbiamo scelto di adottare (no al lavoro straordinario per coprire le supplenze, no all’organizzazione di uscite e viaggi d’istruzione) sono le uniche possibili, le uniche che ci possano dare risonanza e far arrivare la nostra voce fino al ministero.
Non avremmo potuto ottenere lo stesso risultato con uno sciopero, perché lo sciopero di una sola scuola (che comunque potrebbe svolgersi solo per periodi molto brevi e solo dopo procedure complesse regolate dalla legge) non avrebbe avuto alcun effetto.

Siamo consapevoli che questa forma di protesta non vi fa piacere, ma sarebbe peggio tacere il rischio che corriamo come cittadini, di veder diminuire sempre più la qualità della scuola pubblica, che riteniamo essere una risorsa enorme per il futuro del nostro Paese.

Continuiamo a lavorare con voi per tutto ciò che è necessario alla vostra preparazione e all'organizzazione della scuola. Lavoriamo nelle commissioni, attuiamo corsi di recupero, help, attività elettive pomeridiane.
E soprattutto siamo sempre al vostro fianco a discutere e crescere nella coscienza critica.

I docenti del Bottoni






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