In questo spazio, vogliamo raccogliere contributi
per una riflessione sul tempo in educazione.
Abbiamo raccolto articoli da riviste, contributi da seminari, brani tratti da
libri, testi di canzoni. Chiediamo a tutti di contribuire ad arricchire
questo spazio inviando riflessioni e materiali.
Ci rivolgiamo naturalmente agli/alle insegnanti, ma in particolare ai genitori,
agli studenti e studentesse la cui voce emerge con minore facilità all’interno
delle scuole e nel dibattito nella società. |
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La
scelta di un
convegno- incontro Dopo questo intensissimo
e faticosissimo anno di mobilitazione, abbiamo sentito il bisogno
e il desiderio di creare uno spazio per pensare e riflettere sulla
scuola, sull’educazione e sulla vita favorendo soprattutto
la presa di parola di insegnanti, genitori, studenti e studentesse.
Per rendere possibile un reale scambio, abbiamo pensato ad una organizzazione
poco formale e il più leggera possibile come è del resto
tradizione per i convegni dell’Autoriforma.
Il convegno-incontro sarà aperto dagli interventi di una maestra
elementare e di una mamma che hanno partecipato attivamente al movimento
di difesa-cura della scuola pubblica.
Saranno presenti anche amici ed amiche, che da anni riflettono autorevolmente
sui temi dell’educazione e della scuola dal nido all’università;
abbiamo deciso di non chiedere loro “una relazione” ma
di entrare con tutte le persone che saranno presenti in uno spazio
pubblico di riflessione a partire dalle proprie esperienze e dei propri
vissuti.
Uno spazio non pressato dalle scadenze di lotta; uno spazio nel quale
ci prendiamo “tutto il tempo” per pensare e confrontarci
mettendo in comune i problemi e ciò che di buono si sta realizzando
da anni in molte scuole.
Retescuole.net e Movimento dell’Autoriforma |
Perché un convegno sul tempo
Retescuole e Il Movimento dell'Autoriforma
Quest’anno il movimento nato nelle elementari
ha messo al centro dell’attenzione pubblica le condizioni irrinunciabili
per fare scuola con bambine e bambini: contemporanea presenza di
più insegnanti, agio del muoversi in piccoli gruppi, responsabilità condivisa,
collaborazione e reciproco sostegno, e specialmente tempo per l’incontro
e la socialità libera. Ad esempio il rischio di perdere i
momenti del pasto e del gioco ci ha aiutato a capire che i tempi
nei quali è possibile conoscersi e capirsi fuori dai banchi
e dai ruoli non sono "tempi morti" per l'apprendimento,
ma tempi vivi e preziosi, nei quali si intrecciano relazioni che
più somigliano a quelle della vita quotidiana. Tutto questo
ci spinge a ripensare il tempo a scuola non come modello orario ma
come una questione di vita e di esistenze nella scuola.
Il dibattito culturale sulla scuola che abbiamo riacceso con le nostre iniziative è partito
da questa idea: "perdere tempo" e avere tempi fluidi e morbidi
permette esperienze profonde di crescita e conoscenza. Vogliamo continuare
a chiederci come si può "stare in un buon tempo", per far
crescere umanamente e intellettualmente l’infanzia.
Altrimenti, a qualunque età, non è possibile apprendimento
che non sia – nel migliore dei casi – pura ripetizione di nozioni.
Anche le madri e i padri ci dicono che la fretta e l’accumulo di impegni
disparati attraversano profondamente le loro vite, e per la prima volta nei
nostri incontri hanno cominciato a porci domande precise su come si svolge
una giornata a scuola.
La questione del tempo ne porta con sé molte altre, perché è strettamente
connessa al senso della scuola e alla sua funzione nella società.
Quello che sta capitando, anche con la riforma Moratti, è che dall’alto
si cerca di imporre un tempo sempre più frammentato e impoverito,
immagine e specchio di una futura società pensata sul lavoro flessibile.
Si genera così sofferenza,
e ogni anno aumenta l’alienazione di chi vive la scuola tutti i giorni,
soprattutto negli ordini superiori in cui si è perso il senso del
fare e dell’andare a scuola, ed esperienze vitali e positive sono spesso
vissute in solitudine, rischiando alla lunga di implodere. D’altro
canto, in noi insegnanti, nelle bambine e nei bambini, negli studenti e studentesse,
nei genitori, continua ad abitare un caparbio desiderio di fare del tempo
a scuola un’occasione di incontro tra generazioni, una libera costruzione
del sapere, un’esperienza di convivenza civile. Nel presente e in presenza.
Riaprire la riflessione sul senso del tempo, con insegnanti di tutti gli
ordini di scuola e con i genitori, può rilanciare, nello spazio politico
pubblico creato dal movimento delle elementari, un confronto capace di rivitalizzare
l’intero sistema scolastico e la società.
A partire da queste riflessioni incontriamoci,
genitori, insegnanti e tutti coloro che si occupano di educazione
per ripensare il senso del tempo
dal nido all’università
per chiederci cos’è e cosa può diventare una giornata
a scuola
MILANO, SABATO 25 SETTEMBRE ore 14,30 - 19
presso Auditorium S. Carlo
corso Matteotti 14 (MM1 S. Babila)
Retescuole.net e Movimento dell’Autoriforma
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