Scarica qui il volantino e il poster del convegno/incontro e distribuiscilo nella tua scuola 
          ore 14,30-19, Auditorium S. Carlo
           corso Matteotti 14 (MM1 S. Babila)
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i vostri contributi  
In questo spazio, vogliamo raccogliere contributi per una riflessione sul tempo in educazione.
Abbiamo raccolto articoli da riviste, contributi da seminari, brani tratti da libri, testi di canzoni. Chiediamo a tutti di contribuire ad arricchire questo spazio inviando riflessioni e materiali.

Ci rivolgiamo naturalmente agli/alle insegnanti, ma in particolare ai genitori, agli studenti e studentesse la cui voce emerge con minore facilità all’interno delle scuole e nel dibattito nella società.
La scelta di un
convegno- incontro


Dopo questo intensissimo e faticosissimo anno di mobilitazione, abbiamo sentito il bisogno e il desiderio di creare uno spazio per pensare e riflettere sulla scuola, sull’educazione e sulla vita favorendo soprattutto la presa di parola di insegnanti, genitori, studenti e studentesse.
Per rendere possibile un reale scambio, abbiamo pensato ad una organizzazione poco formale e il più leggera possibile come è del resto tradizione per i convegni dell’Autoriforma.
Il convegno-incontro sarà aperto dagli interventi di una maestra elementare e di una mamma che hanno partecipato attivamente al movimento di difesa-cura della scuola pubblica.
Saranno presenti anche amici ed amiche, che da anni riflettono autorevolmente sui temi dell’educazione e della scuola dal nido all’università; abbiamo deciso di non chiedere loro “una relazione” ma di entrare con tutte le persone che saranno presenti in uno spazio pubblico di riflessione a partire dalle proprie esperienze e dei propri vissuti.
Uno spazio non pressato dalle scadenze di lotta; uno spazio nel quale ci prendiamo “tutto il tempo” per pensare e confrontarci mettendo in comune i problemi e ciò che di buono si sta realizzando da anni in molte scuole.

Retescuole.net e Movimento dell’Autoriforma

Perché un convegno sul tempo
Retescuole e Il Movimento dell'Autoriforma

Quest’anno il movimento nato nelle elementari ha messo al centro dell’attenzione pubblica le condizioni irrinunciabili per fare scuola con bambine e bambini: contemporanea presenza di più insegnanti, agio del muoversi in piccoli gruppi, responsabilità condivisa, collaborazione e reciproco sostegno, e specialmente tempo per l’incontro e la socialità libera. Ad esempio il rischio di perdere i momenti del pasto e del gioco ci ha aiutato a capire che i tempi nei quali è possibile conoscersi e capirsi fuori dai banchi e dai ruoli non sono "tempi morti" per l'apprendimento, ma tempi vivi e preziosi, nei quali si intrecciano relazioni che più somigliano a quelle della vita quotidiana. Tutto questo ci spinge a ripensare il tempo a scuola non come modello orario ma come una questione di vita e di esistenze nella scuola.

Il dibattito culturale sulla scuola che abbiamo riacceso con le nostre iniziative è partito da questa idea: "perdere tempo" e avere tempi fluidi e morbidi permette esperienze profonde di crescita e conoscenza. Vogliamo continuare a chiederci come si può "stare in un buon tempo", per far crescere umanamente e intellettualmente l’infanzia.
Altrimenti, a qualunque età, non è possibile apprendimento che non sia – nel migliore dei casi – pura ripetizione di nozioni. Anche le madri e i padri ci dicono che la fretta e l’accumulo di impegni disparati attraversano profondamente le loro vite, e per la prima volta nei nostri incontri hanno cominciato a porci domande precise su come si svolge una giornata a scuola.

La questione del tempo ne porta con sé molte altre, perché è strettamente connessa al senso della scuola e alla sua funzione nella società. Quello che sta capitando, anche con la riforma Moratti, è che dall’alto si cerca di imporre un tempo sempre più frammentato e impoverito, immagine e specchio di una futura società pensata sul lavoro flessibile. Si genera così sofferenza, e ogni anno aumenta l’alienazione di chi vive la scuola tutti i giorni, soprattutto negli ordini superiori in cui si è perso il senso del fare e dell’andare a scuola, ed esperienze vitali e positive sono spesso vissute in solitudine, rischiando alla lunga di implodere. D’altro canto, in noi insegnanti, nelle bambine e nei bambini, negli studenti e studentesse, nei genitori, continua ad abitare un caparbio desiderio di fare del tempo a scuola un’occasione di incontro tra generazioni, una libera costruzione del sapere, un’esperienza di convivenza civile. Nel presente e in presenza. Riaprire la riflessione sul senso del tempo, con insegnanti di tutti gli ordini di scuola e con i genitori, può rilanciare, nello spazio politico pubblico creato dal movimento delle elementari, un confronto capace di rivitalizzare l’intero sistema scolastico e la società.


A partire da queste riflessioni incontriamoci,
genitori, insegnanti e tutti coloro che si occupano di educazione
per ripensare il senso del tempo
dal nido all’università
per chiederci cos’è e cosa può diventare una giornata a scuola

MILANO, SABATO 25 SETTEMBRE ore 14,30 - 19
presso Auditorium S. Carlo
corso Matteotti 14 (MM1 S. Babila)

Retescuole.net e Movimento dell’Autoriforma

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